Crea sito

 

Le malattie a trasmissione sessuale

 

back to HomePage

 

 

 

Malattie a trasmissione sessuale

 

Quali sono le principali e più gravi malattie a trasmissione sessuale? Cosa posso fare per evitarle? Quali sono le vaccinazioni e gli accorgimenti più importanti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Malattie a trasmissione sessuale

back to index

 

   Candida

La Candida albicans un fungo generalmente responsabile delle forme più frequenti di vaginiti. Tuttavia l’infezione può essere provocata anche da altre specie di Candida e dalla Torulopsis glabrata, il lievito più comune dopo la Candida.

Si può trasmettere con contatto sessuale con partner infetto  (per ragioni anatomiche la Candida è più frequente nelle donne che negli uomini).

I sintomi sono più evidenti e fastidiosi nella donna che nell’uomo, che a volte è infetto senza neanche saperlo.

Nella donna i sintomi tipici sono: leucorrea (perdite biancastre e di una consistenza simile al latte cagliato), intenso prurito accompagnato talvolta da gonfiori alla vulva e dolori durante i rapporti (dispareunia). Spesso le infezioni si estendono all’esterno, provocando vulvo-vaginiti. IN questo caso il prurito è talmente fastidioso che a forza di grattarsi le donne si autoprovocano lesioni intorno alla vulva.

Nell’uomo si ha prurito, eritema e una sensazione di bruciore al pene.

   Citomegalovirus

Si tratta di un virus appartenente alla famiglia degli Herpes viridae. La trasmissione si verifica per via sessuale ma non solo, attraverso saliva, urine, sperma, secrezioni vaginali e cervicali, latte materno, sangue, ma anche gli organi trapiantati.

I sintomi sono simili a quelli della mononucleosi: febbre, mal di testa, una modesta epatite, dolori muscolari. Il Citomegalovirus è anche responsabile di una quota delle mononucleosi infettive.

   Clamidia

Si tratta di un batterio endocellulare, cioè che vive dentro le cellule, in grado di provocare infezioni vaginali e cerviciti. Il canale di trasmissione è il rapporto sessuale con partners infetti.

La Clamidia produce numerose particelle infettanti capaci di fissarsi a una cellula “ospite” che le fagocita. Una volta all’interno della cellula, ognuna di questa particelle si trasforma in una più grande, che acquista capacità di dividersi. Ed ecco che, quindi, l’infezione si estende a macchia d’olio, interessando un numero sempre maggiore di cellule.

Negli Stati Uniti, secondo i Centers for Disease Control, la metà delle donne sessualmente attive si ammala di clamidia entro i 30 anni.

Molto spesso questo tipo di infezione non provoca disturbi, a parte lievi perdite bianche, che il più delle volte passano inosservate. Possono comparire anche secrezioni gialle o verdi raccolte sul tampone cervicale. E’ proprio la mancanza di sintomi che la rende più pericolosa: perché, quando finalmente si manifesta chiaramente, l’infiammazione non interessa più solo la vagina o la cervice, ma si è estesa a tutto l’apparato genitale, specie le tube.

Talvolta l’infezione da Clamidia si accompagna a quella da Gonococco (gonorrea) il che rende ancora più difficile la sua diagnosi, in quanto i suoi deboli sintomi vengono ulteriormente mascherati. Negli uomini, poi, questa infezione è spesso del tutto sconosciuta.

Il 75% delle donne e metà degli uomini affetti da chlamydia non si curano, ma se trasmessa alla partner femminile essa può renderla infertile.

Nell’uomo l’infezione da Clamidia è causa del 50% delle uretriti non gonococciche. I sintomi sono: disuria (difficoltà a urinare) accompagnata da scarsa o moderata secrezione chiara o biancastra. L’uretrite da Clamidia si manifesta dopo un periodo di incubazione fino a tre settimane. Non mancano i casi di uretrite asintomatica.

Sempre nell’uomo la Clamidia causa la maggior parte di quei disturbi definiti “epidimiti idiopatiche” (infiammazione dell’epididimo, formazione allungata posta sopra il testicolo) che colpiscono principalmente gli uomini giovani. L’epididimite da Clamidia provoca dolore unilaterale allo scroto, gonfiore e febbre. La proctite, ossia una infiammazione del retto, può invece colpire gli omosessuali con dolori, sanguinamento dal retto, secrezioni e diarrea.

Nella donna le conseguenze più frequenti sono le cerviciti, a volte asintomatiche, altre volte l’area della cervice è gonfia e arrossata e facile al sanguinamento. Altra conseguenza femminile è rappresentata dall’uretrite, che però nella maggior parte dei casi non manifesta disturbi della minzione. La Clamidia può provocare una infiammazione dei dotti del Bartolini. Quando la Clamidia si diffonde dalla cervice attraverso la cavità dell’utero provoca una endometrite (infiammazione dell’endometrio, membrana che tappezza le pareti dell’utero) e da qui può raggiungere le tube di Falloppio, dando luogo ad una salpingite che può danneggiare le tube al punto tale da rendere impossibile la gravidanza. La Clamidia può anche provocare una infiammazione del basso ventre, con dolore spesso associato ad una cervicite con perdite mucopurulente. Se infine l’agente finisce in circolo nel sangue si possono avere anche epatiti, artriti e polmoniti.

   Donovanosi o Granuloma venereo o Granuloma inguinale

Infezione batterica a trasmissione sessuale causata dal Calymmatobacterium granulomatis, un batterio gram-negativo.

E’ abbastanza rara nei paesi industrializzati, mentre è molto frequente nei paesi in via di sviluppo e in particolare nelle regioni tropicali e subtropicali. E’ solo moderatamente contagiosa.

Produce, nel retto e nella vagina, dei noduli duri che successivamente si ulcerano lentamente, producendo altri noduli e conseguenti ulcere. Queste lesioni sanguinano con facilità ma si ingrandiscono lentamente. Le parti più colpite sono i genitali, l’inguine e la regione perineale.

   Epatite A

La trasmissione è oro-fecale: a rischio sono le pratiche sessuali che prevedono il contatto bocca-ano.

A differenza delle altre malattie sessualmente trasmesse l’infezione determina un’immunità duratura e la persona infetta è contagiosa per un periodo di tempo abbastanza breve.

Il periodo di incubazione è abbastanza breve, dopodiché i sintomi compaiono all’improvviso. Perlopiù si tratta di febbre, occhi gialli, mal di testa, dolori muscolari, accompagnati da mancanza di appetito, nausea, vomito e diarrea.

Non esiste una cura definitiva e in genere l’epatite guarisce da sola con l’aiuto di gammaglobuline.

   Epatite B

Si trasmette attraverso il sangue e i suoi derivati, lo sperma, le secrezioni vaginali e la saliva. I principali fattori di rischio sono i rapporti anali e la promiscuità sessuale, cioè il fatto di avere molti rapporti sessuali con partners diversi.

Può trasmettersi facilmente tramite microferite che la dilatazione e lo sfregamento degli organi sessuali frequentemente provoca, ovvero da ferite aperte nella bocca o in altre parti del corpo esposte al contatto.

Circa il 6% delle persone infette sviluppa un’infezione cronica del fegato e, di queste, una su 4 muore di epatopatia.

Se la donna è infetta, il virus è presente in quasi tutti i suoi fluidi corporei: si potrebbe contrarre questa malattia potenzialmente fatale anche col semplice uso dello spazzolino da denti della partner.

   Epatite C

Si sa ancora molto poco riguardo i mezzi di contagio di questa malattia, che potrebbero essere simili a quelli dell’Epatite A. Recenti ricerche mostrano che la percentuale di trasmissione dell’Epatite C per via sessuale sia molto bassa e non superi il 6%.

Il periodo di incubazione va da 2 a 15 settimane. I sintomi comprendono una profonda debolezza, inappetenza, a volte nausea dopo aver mangiato, cattiva digestione, mal di stomaco, dolore al fegato simile a trafitture, occhi gialli. Nessun sintomo viene invece avvertito ai genitali. La fase acuta della malattia può trasformarsi in un’epatite cronica oppure in una cirrosi epatica, cioè in un lento deterioramento del fegato provocato dalla graduale cicatrizzazione interna dei suoi tessuti (fibrosi). Queste alterazioni rendono il fegato sempre meno in grado di svolgere le sue funzioni. Ecco che quindi può comparire un’insufficienza epatica che dannegga le cellule del fegato; quando queste cellule sono molto danneggiate il fegato non riesce a sostituirle e queste si trasformano in aree fibrose. A lungo andare questo determina la cirrosi, che è una insufficienza epatica seria, che compromette le capacità depurative del fegato, fa aumentare la bilirubina nel sangue.

   Funghi

Lenzuola poco pulite (es. in stanze di albergo frequentate utilizzate come luoghi di prostituzione), e la stessa pella di partner malati o poco puliti possono ospitare colonie fungine come ad es. la pitiriasi, che, in presenza di sudore e sfregamento aggrediscono facilmente la pelle.

   Gardnerella vaginalis

Bacillo che provoca una infiammazione della vagina infetta, con sintomi di solito meno intensi rispetto alle vaginiti classiche. Se trascurata, può rendere i rapporti sessuali dolorosi e creare difficoltà per il concepimento.

La sua presenza è stata riscontrata anche in partners maschi di donne infette.

   Gonorrea

Chiamato volgarmente “scolo”, provoca perdite di muco e notevoli bruciori e dolori durante la minzione, perché favorisce la formazione di piaghe all’interno dell’uretra.

E’ comune soprattutto tra donne adolescenti e 20-25enni.

Negli uomini è stata collegata all’epididimite (una dolorosa infezione dei testicoli) e ai disturbi alla prostata. Viene curata con massicce doti di un potente antibiotico (ciprofloxacina) utilizzato anche nella cura dell’antrace.

   Herpes genitale

E’ una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse, in costante crescita tra gli adolescenti, l’herpes genitale ha una sintomatologia più grave di quello labiale e, anche se i suoi sfoghi sono curabili, come malattia virale, non è estirpabile.

I preservativi potrebbero essere inutili, perché la trasmissione può avvenire con qualsiasi contatto con la pelle infetta, anche oltre l’area coperta dal lattice, se il rapporto avviene mentre il partner ha uno sfogo di herpes.

L’herpes genitale ha pesanti conseguenze sul piano dei rapporti personali. Normalmente le donne rifiutano di fare sesso con un partner che sanno avere l’herpes. La convivenza con un partner che ha l’herpes genitale è meno serena e più difficile che non quella con un partner sano, per la continua necessità di prendere precauzioni che evitino di contrarre l’infezione.

La probabilità di contrarre herpes genitale da un rapporto non protetto è di 1 su 9.

   Herpes labiale

Qualsiasi dermatologo può confermare che è sufficiente un semplice bacio sulla guancia da parte di un soggetto con micropustole aperte ai lati della bocca (non sempre facilmente rilevabili) a trasmettere l’HPV di tipo A, che si insedia nelle mucose orali e non è più estirpabile.

   HIV

In Italia, dal 1982 al 2002 sono stati registrati circa 50.000 casi di AIDS; le donne sono circa 10.000 e hanno un’età media di 31 anni.

Non esiste ancora una cura definitiva. La caratteristica più preoccupante dell’AIDS è che il periodo di incubazione del virus con mancanza di rilevabilità ai tests è di circa sei mesi. Questo vuol dire che nessuno può essere ragionevolmente certo, a seguito di un controllo mediante il test ELISA o Western Blot, di non essere un portatore del virus. L’HIV si può contrarre anche facendo sesso orale o scambiandosi baci intensi.

   Infezioni intestinali

Diverse sono le cause delle infezioi intestinali sessualmente trasmesse, ma tutte sono riconducibili a rapporti sessuali anali. In particolare possono essere provocate dai seguenti microrganismi: Clamidia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Treponema pallidum, Herpes virus simplex, Papilloma virus.

La proctite (infiammazione del retto) provoca costipazione, fastidio e dolore rettale, feci miste a sangue, secrezione purulenta dal retto.

La proctocolite (infezione del tratto superiore del retto) dà, in aggiunta ai sintomi della proctite, colite, diarre, crampi e febbre.

L’Enterite (infiammazione dell’intestino nei tratti del duodeno, digiuno e ileo) dà diarrea, dolori addominali, gas addominali e secrezioni mucose.

   Linfogranuloma venereo

Si verifica più di frequente verso i 30 anni; è una malattia del tessuto linfatico, in quanto la diffusione dell’infezione avviene attraverso i linfonodi nei tessuti circostanti. In genere gli uomini sono più colpiti delle donne in un rapporti di 5 ad 1. E’ una malattia cronica, caratterizzata da una serie di manifestazioni, alcune acute, altre tardive.

E’ provocato da una delle tre sierovarietà della Clamidia trachomatis, presenti soprattutto nei paesi subtropicali. Molto probabilmente le clamidie penetrano nell’organismo attraverso abrazioni o lacerazioni.

L’infezione avviene di solito in occasione di rapporti anali passivi non protetti.

Nella prima fase, dopo circa 12 giorni, appare una piccola papula (macchia rossa) a livello dei genitali oppure una piccola ulcera. Queste lesioni guariscono rapidamente.

Nella seconda fase si ha un ingrossamento dei linfonodi, co febbre e altri disturbi generali. Dopo un periodo di incubazione che varia da 10 a 50 giorni fino a 4-6 mesi, compare un bubbone unilaterale che si presenta come una massa dura e dolente destinata ad aumentare di volume nell’arto di una o due settimane. Trascorso questo tempo la pelle del bubbone diventa rossastra e si lacera. Altri sintomi sono febbre e fuoriuscita di pus, che può durare qualche mese e la comparsa di ferite e restringimenti del retto, dell’orifizio anale e della vagina.

Nella terza fase la circolazione linfatica risulta compromessa dalla presenza di fibrosi che finisce per ostruire i vasi linfatici. La fibrosi compromette anche l’afflusso di sangue alla pelle e alle mucose. Entro breve tempo i microrganismi si diffondono nel torrente circolatorio linfatico e possonopersino entrare nel sistema nervoso centrale.

   Mollusco contagioso

Piccole punte rosse intorno alle parti intime del partner possono essere una eruzione cutanea del virus del mollusco contagioso, estremamente infettive per contatto, che provocano la crescita di escrescenze che vanno estirpate ad una ad una con apposite pinzette taglienti (“curette”)

   Mononucleosi

Detta anche “malattia del bacio”, per la facilità con cui la si può contrarre con un semplice contatto delle mucose orali, provoca uno stato protratto (anche per mesi) di debilitazione fisica

   Papilloma virus umano. Condilomi genitali.

Qualsiasi tecnico di laboratorio può confermare che le lesioni tissutali provocate dal papilloma virus sono impressionanti: al microscopio i tessuti appaiono simili a quelli cancerosi fino al punto di essere quasi indistinguibili per un occhio non allenato. In un certo numero di casi le lesioni evolvono in un cancro vero e proprio, ad esempio al collo dell’utero.

Il papilloma virus provoca condimoli genitali: formazione di creste cornee dolorose all’interno della vagina e dell’utero.  La maggior parte delle donne portatrici di uno dei virus che provocano i condilomi genitali non sa nemmeno di essere infetta. In molte donne le infezioni sembrano temporanee e il sistema immunitario elimina il virus prima che possa provocare complicanze mediche (come il cancro della cervice).

In un campione casuale, addirittura il 46% delle donne sotto i 25 anni può essere Hpv-positivo. Esattamente come per l’herpes, i preservativi proteggono solo quello che coprono.

In quanto virus, è inestirpabile. Può essere tenuto sotto controllo con esami periodici e periodica abrasione (viene utilizzato anche il laser) delle creste (che si riformano).

   Pediculosi

Malattia a trasmissione sessuale (e non solo) provocata da parassiti che vivono sulla superficie del corpo: i pidocchi del pube e le cosiddette “piattole”.

I pidocchi del pube si trasmettono per scambio diretto di oggetti personali o per contatto.

   Scabbia

Malattia infettiva caratterizzata da lesioni cutanee pruriginose. Il contagio può avvenire sia attraverso i rapporti sessuali che per contatto diretto. La scabbia è provocata da un acaro, il Sarcoptes scabiei. La femmina dell’acaro scava piccoli cunicoli nello strato corneo dell’epidermide, che è quello più superficiale, fino ad arrivare al limite dello strato granuloso. In essi depone le uova che si schiudono dopo 10 giorni. La vita media dell’acaro è 10 giorni.

   Sifilide

La sifilide ha un’evoluzione progressiva che nella fase terminale attacca il cervello. La cura deve essere tempestiva: entro un anno dalla infezione (sono sufficienti dosi ridotte di antibiotico), altrimenti diviene progressivamente più difficile e di esito più incerto e si deve ricorrere un massiccio impiego di penicillina.

Le statistiche dimostrano che chi fa sesso con persone conosciute in chat corre un rischio molto maggiore di contrarre la sifilide rispetto a chi conosce le proprie partner ad una festa o in discoteca.

   Trichomonas vaginalis

Parassita che provoca irritazione ed emissione di pus dal pene. Negli USA colpisce circa 5 milioni di persone all’anno.

   Ulcera molle

Malattia caratterizzata da un bubbone che si forma a livello inguinale, dovuto a infezione da Haemophilus ducreyi, un batterio gram-negativo. Colpisce più gli uomini che le donne, in particolare i maschi non circoncisi. Le donne sono spesse portatrici della malattia, in quanto le loro lesioni non impediscono la possibilità di avere rapporti sessuali.

   Uretrite

E’ un’infiammazione che interessa l’uretra, il canale che conviglia l’urina dalla vescica fino all’esterno. E’ caratterizzata da disturbi della minzione, secrezioni e prurito.

Le cause di uretriti possono essere diverse. Si ha una uretrite gonococcica e non gonococcica, provocata da agenti come la Clamidia trachomatis, l’Ureaplasma urealyticum, il Trichomonas vaginalis, i miceti (funghi) in generale e l’Herpes simplex.

   Altre malattie a trasmissione sessuale

Non fanno notizia, ma oltre quelle elencate esistono altre malattie che si trasmettono principalmente attraverso il sesso.

 

 

 

Quali sono le principali e più gravi malattie a trasmissione sessuale? Cosa posso fare per evitarle? Quali sono le vaccinazioni e gli accorgimenti più importanti?

 

 

back to index

 

Accanto alle analisi sull'HIV, l'herpes genitale, la mononucleosi, la gonorrea e la sifilide, ci sono altre analisi e precauzioni da prendere.

In realtà, oltre ad usare sempre il preservativo, la prima cosa che dovrebbe fare una persona che pratica il sesso con partner diversi nel corso del tempo è vaccinarsi contro l'epatite B, che si trasmette con estrema facilità tramite rapporti sessuali e il contatto con il sangue. Come è noto, durante i rapporti sessuali, specie quelli protratti che vanno tanto di moda oggi (sesso tantrico e cose del genere) gli organi maschili ma soprattutto femminili subiscono delle dilatazioni che provocano delle micro-ferite invisibili, che non danno fastidio o dolore, ma che sono altrettante porte aperte per il contagio. E questo è tanto più probabile nel caso di soggetti che fanno sesso con discontinuità, in modo che l'organo sia costretto all'improvviso a dilatazioni non graduali. E' noto a tutti i medici legali che il modo più veloce per stabilire se un cadavere appartiene ad una persona omosessuale è analizzare con una lente la corolla anale per individuare le micro-ferite che sono immancabilmente presenti in questi casi.

La seconda vaccinazione riguarda il papilloma virus, che nel maschio è asintomatico, mentre nella donna può portare allo sviluppo di tumore al collo dell'utero, ciò che la costringerà a ripetere ogni anno fino alla fine della vita costose analisi, e di condilomi cornei all'interno della vagina, che rendono il rapporto molto doloroso e, anche se abrasi col laser, si riformano regolarmente.

La terza analisi che potrebbe riservare amare sorprese è quella della clamidia, un batterio responsabile di un altissimo numero di casi di sterilità femminile totale.