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I 18 effetti negativi del sesso fine a se stesso sulla vostra psiche, la vostra

salute e la vostra vita di relazione

 

 

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La recente ed importante letteratura statunitense sul preoccupante fenomeno della sex addiction e dei disturbi compulsivi del comportamento sessuale che interessano un numero sempre crescente di persone, anche adolescenti, e possono condurre a gravissime conseguenze personali e sociali (si vedano in proposito i casi veramente impressionanti raccolti nella pregevole ricerca Don’t call it love coordinata da Patrick Cairnes) concorda sul fatto che il sesso, pur essendo indiscutibilmente un elemento essenziale della nostra vita che, se vissuto in modo sano, può contribuire ad arricchirla, è però un istinto estremamente potente, che può rivelare aspetti pericolosi e autodistruttivi se non gestito con equilibrio e – diciamolo pure – con cautela.

Qui di seguito viene indicata una serie di usi impropri del sesso (come strumento di gratificazione, come surrogato di legami emotivi profondi, come parodia della virilità, come mezzo di dominio, come strumento per stordirsi e sedare sentimenti di inquietudine e inadeguatezza. ecc.) e di pericoli legati a tali usi impropri.

 

  Malattie a trasmissione sessuale

Una iperattività sessuale promiscua incrementa significativamente il pericolo di malattie a trasmissione sessuale, su cui vedi l’apposito paragrafo.

 

  Gusto del pericolo

Da interviste a prostitute emerge come dato preoccupante che la richiesta tipica di una buona parte dei clienti è: a) avere rapporti vaginali ed anali non protetti; b) avere rapporti orali (baci) non protetti; c) avere rapporti orogenitali non protetti.

Di fatto, durante il tempo dell’atto sessuale si scatenano istinti geneticamente programmati alla procreazione, che spingono a livello inconscio ad eliminare le barriere alla emissione del seme.

Pure preoccupante è il basso livello di educazione sessuale delle prostitute e dei prostituti: da interviste effettuate risulta che non pochi prostituti adolescenti asiatici sono convinti di poter evitare l’AIDS semplicemente assumendo delle “pillole” non meglio identificate che sono vendute loro da farmacisti senza scrupoli come agenti preventivi del virus; non poche prostitute pensano che una semplice lavanda vaginale dopo un rapporto non protetto possa immunizzarle da infezioni e gravidanze indesiderate.

Le stesse condizioni in cui viene consumato l’atto sessuale mercenario, spesso in auto o in stanze di fortuna, rende impossibile una corretta e tempestiva igiene dopo l’atto.

 

  Promiscuità

Il sesso ha una fortissima componente fisica, legata più alla giovinezza, alla freschezza della pelle, al turgore delle labbra e dei seni e così via, che non alle caratteristiche psicologiche e alla personalità del partner. Possiede probabilmente  anche una componente legata alla “caccia” di nuovi partner.

Accrescere progressivamente l’uso del sesso nella coppia può alterare l’equilibrio tra momento affettivo e momento fisico, col risultato che, soprattutto il maschio, può cercare gratificazioni anche al difuori della coppia.

 

  Perversioni

Non c’è bisogno di leggere il manuale Kraepelin sulle perversioni, compilato alla fine dell’Ottocento e tuttora valido, per intuire che l’iperattività sessuale può condurre una percentuale significativa di persone ad esplorare e a trovare attraenti usi deviati del sesso. Per rendersene conto è sufficiente entrare in un pornoshop e dare un’occhiata ai titoli dei DVD in vendita: sorprendentemente, solo una parte dei titoli esposti mostrano un sesso “normale”.

A priori chi inizia a propendere per l’iperattività sessuale non può sapere come reagirà la sua psiche profonda a stimoli così potenti. Per lui il sesso potrebbe rivelarsi una strada senza ritorno verso perversioni ripugnanti, inclusa la pedofilia e la sottomissione ad umiliazioni estreme.

Anche una omosessualità latente, pur non essendo certamente una perversione, può manifestarsi come effetto di una iperattività sessuale.

 

  Stato di eccitazione maniacale

Gli studi recenti sulla sex addiction mostrano come l’iperattività sessuale provochi degli “high” neurochimici simili a quelli delle droghe, con le stesse modalità di spinta a ripetere l’esperienza.

Di fatto, era già noto da tempo che i forti innamoramenti provocano la produzione da parte dell’organismo di feniletilammine, un particolare tipo di amfetamine naturali, la cui produzione, però non dura a lungo.

Da interviste fatte a soggetti con iperattività sessuale risulta che questa li piomba in una sorta di stato maniacale permanente, alterando profondamente la loro emotività e mantenendoli in uno stato di continuo pensiero, desiderio ed eccitazione che li isola progressivamente dalla realtà, fino a farli arrivare, nei casi estremi, alla violazione della legge (pedofilia, esibizionismo ecc.)

 

  Enorme perdita di tempo ed energie

Dalle interviste a soggetti caratterizzati da iperattività sessuale emerge il tremendo ammontare di tempo e di energie che il sesso risucchia dalla loro vita privata, familiare, professionale, con effetti talvolta disastrosi sulla carriera e sui rapporti interpersonali.

 

  Perdite patrimoniali

Per una percentuale significativa di persone l’iperattività sessuale sfocia nella pratica del sesso mercenario. Da estesi studi sul comportamento tipico dei sex addicts risulta che un terzo dei soggetti osservati si orienta verso una coazione a ripetere l’esperienza del flirt; un altro terzo si rifugia in fantasie ossessive, con l’uso di materiale pornografico, e un altro terzo cade preda del sesso mercenario, con conseguenze economiche estremamente pesanti.

 

  Ripiego in se stessi

Fatalmente il sesso può trasformarsi in una ricerca ossessiva di rapporti spersonalizzati o di realizzazione di fantasie che gradualmente danneggia la capacità del soggetto di valutare la realtà, specie la realtà delle esigenze di coloro che gli sono più vicini, incluso il partner.

 

  Ostacolo alla comprensione del partner e rottura dell’armonia di coppia

Un partner che insegue le sue fantasie più spinte facilmente perde il contatto con il mondo immaginativo dell’altro partner, se quest’ultimo ha un modo diverso di vivere il sesso, ad esempio più collegato ad aspetti affettivi e relazionali.

Questo potrebbe creare una frattura, anziché un rinsaldamento nei rapporti di coppia.

Una triste testimonianza della progressiva rottura di sintonia che il sesso può provocare si può vedere nella richiesta non infrequente da parte del partner maschile desideroso di provare sensazioni nuove, che la sua compagna si prostituisca o abbia rapporti con terze persone di fronte ai suoi occhi, o acconsenta a scambi di coppie.

I frequenti litigi provocati da pretese “spinte” del partner sono un’altra dimostrazione di questo fenomeno, collegato al fatto che perdersi dietro alle proprie fantasie di piacere provoca un fatale calo di attenzione alle esigenze e alla personalità del partner.

Anche al difuori dei casi sopra citati, la richiesta di un sesso iperattivo da parte di un partner può indurre l’altro ad abbandonarlo.

 

  Incapacità di smettere, sex addiction

Recenti ricerche rivelano che la sex addiction è una sindrome da cui si guarisce più faticosamente e in un tempo più lungo rispetto ad es. all’alcolismo. Esiste il pericolo che l’iperattività sessuale possa far precipitare in comportamenti ripetitivi da cui il soggetto non è capace di uscire, specie là dove mancano strutture di sostegno.

Il dato preoccupante riguardante l’Europa è che mancano quasi completamente strutture come cliniche o gruppi di auto-aiuto o programmi di recupero gestiti dalle parrocchie di cui invece negli USA si può avvalere la persona che intende uscire dalla sex addiction.

 

  Parodia della virilità

Per soggetti di basso livello culturale le prodezze sessuali possono costituire un surrogato della “virilità”, un cliché in cui essi possono rimanere intrappolati senza via d’uscita.

 

  Strumento di gratificazione

Si è già rilevato in diverse parti di questo documento come troppo facilmente, nella nostra società, il sesso venga interpretato come strumento di gratificazione, alla stregua di una sigaretta, di un bicchiere di vino o di un buon pasto. Il consumo della pornografia esemplifica perfettamente questo uso del sesso.

Quando tale uso del sesso si combina con la esistenza di malesseri e di problemi personali da cui l’individuo vuole evadere, esattamente come nel caso dell’alcolismo, si genera una sinergia negativa che può portare all’iperattività sessuale o ad usi deviati del sesso.

 

  Perdita della capacità di focalizzarsi su unico partner

Il sesso ha comunque anche un profondo aspetto emotivo. Nel breve tempo del rapporto occasionale si manifestano sicuramente effusioni e tenerezze. Ma vivere un numero indefinito di volte sensazioni di tenerezza verso partner sempre diversi può portare alla fine ad una sorta di aridità affettiva, ad una incapacità irrimediabile di concentrarsi su un solo partner.

 

  Facile strumento di coesione

Una eccessiva enfasi sull’aspetto sessuale di un rapporto con un partner sessualmente attraente può mascherare incompatibilità di coppia più profonde, che sono destinare puntualmente a riaffiorare quanto il “collante” sessuale inizia a perdere forza.

Di fatto esistono persone dal basso potere introspettivo che non riescono a distinguere tra attrazione affettiva e attrazione sessuale.

Possiamo citare a questo proposito la divertita confessione di una attrice statunitense di straordinaria bellezza: “tutti trovano che io sia il loro tipo ideale di donna; il guaio è che io non trovo quasi mai che loro siano il mio tipo ideale di uomo”

 

  Veicolo di tendenze alla trasgressione, al dominio, alla umiliazione, all’autostima

Il sesso può facilmente divenire veicolo di tendenze alla trasgressione e all’avventura. Con molta profondità un romanziere ha scritto una volta che il sesso è la “via alla trasgressione dei poveri”, di coloro che non hanno modo di infrangere in altro modo la routine in cui sono costretti a vivere. Le forme di trasgressione sessuale possono prendere la forma molto pericolosa del sesso non protetto. E’ noto il caso di una gang giovanile di latinoamericani negli USA dove il rito di iniziazione consisteva, per le donne, nell’avere rapporti sessuali non protetti con i capi sieropositivi all’AIDS della gang.

Non di rado la conquista sessuale viene utilizzata, sia dall’uomo che dalla donna come strumento di autorassicurazione e di incremento di autostima.

Pratiche sessuali umilianti sono utilizzate come veicolo di tendenze aggressive e rancore nei confronti dell’altro sesso.

 

  Vulnerabilità

Una persona che dà eccessiva importanza al sesso è vulnerabile agli strumenti di seduzione di partner senza scrupoli.

Matrimoni amareggiati dai continui tradimenti di un partner sono spesso scaturiti dal potere che questi è riuscito ad esercitare sull’altro, inducendolo ad esempio a sposarlo malgrado chiaramente consapevole dei lati problematici della sua personalità.

Un certo numero di innamoramenti nei confronti “della donna sbagliata” è sicuramente dovuto alla incapacità di ridimensionare l’aspetto sessuale del rapporto.

 

  Conseguenze penali

L’uso del sesso mercenario, che è uno degli sbocchi possibili dell’iperattività sessuale, espone a molteplici conseguenze penali. Il sesso in auto costituisce reato di atti osceni in luogo pubblico. Una significativa percentuale di prostitute è minorenne non dichiarata. Non sono infrequenti i casi di prostitute che, oltre ai loro sfruttatori, denunciano anche i clienti allo scopo di entrare nei programmi di protezione dei testimoni ed ottenere il permesso di soggiorno nel paese straniero. Un cliente può sempre essere invitato a provare di non avere avuto conoscenza che la donna era costretta dai suoi protettori e in caso non vi riesca (ad esempio perché erano evidenti segni di percosse, tagli o bruciature) diviene complice nel reato di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù. Incaute proposte in locali come bar, discoteche o nights possono condurre ad una denuncia di tentata induzione alla prostituzione. Le zone di commercio del sesso sono normalmente videosorvegliate e pattugliate da poliziotti in borghese e soggette a molteplici divieti (di sosta, di fermata, ecc.) che portano a frequenti contestazioni di contravvenzioni. Non poche questure contestano al cliente che riporta la prostituta in strada il reato di favoreggiamento della prostituzione. Litigi sul compenso per le prestazioni possono condurre a denunce per estorsione e rapina da parte della prostituta. Alcune donne adescano i clienti a scopo di rapina, facendosi condurre in luoghi isolati dove è in attesa un complice armato, o tentano comunque di rubare al cliente portafogli, telefonini ecc. Come faceva notare Enzo Biagi in un suo divertente articolo su Panorama, l’uso delle camere di albergo comporta l’obbligo di dichiarare le generalità, generalità che l’albergatore è obbligato a fornire il mattino dopo alla Questura, che dispone così di una specie di mappa aggiornata delle “irrequietudini notturne”. Night-clubs e locali di scambio di coppie sono oggetto di controlli periodici delle forze di polizia che mantengono elenchi aggiornati di tutti coloro che li frequentano. Molte indagini prematrimoniali vanno a ricercare queste registrazioni, attraverso le quali si ha un mezzo semplice e veloce per documentare i trascorsi poco onorevoli di un partner. Non poche prostitute sono invitate dalla polizia a fornire informazioni, numeri di telefono e dettagli riguardanti coloro che le frequentano. Recenti vicende giudiziarie mostrano che quando polizia e magistratura conducono indagini su casi di sfruttamento della prostituzione nella forma di “case chiuse” (vietate dalla legge Merlin) i clienti sono come minimo videofilmati e interrogati. Regolarmente, nel mondo della prostituzione, si verificano episodi di grave violenza (rapine, stupri, omicidi, persino seriali) che rischiano di coinvolgere tutti coloro che hanno avuto rapporti con le vittime. Il sex addict alla ricerca di sensazioni sempre più forti può voler sperimentare il sesso con donne sempre più giovani, fino ad arrivare alle prostitute diciottenni, per poi essere tentato di fare sesso mercenario con minorenni, incorrendo così nel reato di induzione alla prostituzione e atti di libidine su minorenne.

Ma tralasciando il sesso mercenario, conseguenze penali sono sempre in agguato. Il soggetto iperattivo può incorrere nei reati di schiamazzi notturni, esibizionismo, molestie, violenza sessuale (è sufficiente che il partner mostri lividi, abrasioni o sanguinamenti e dichiari di essere stato intimidito dal partner perché si disponga un accertamento penale), uso di sostanze detenute illegalmente durante l’atto sessuale (a parte sostanze come cocaina o anfetamine, il Viagra acquistato su internet senza ricetta medica è illegale, così come il testosterone, o le capsule di nitrito di amile o “poppers”, usate dagli omosessuali per favorire la dilatazione anale, oppure l’ossitocina, sostanza utilizzata per il parto e l’allattamento che ha effetti afrodisiaci). Il codice penale italiano contempla ancora il reato di “contagio di sifilide e blenorragia”, e a termini del codice civile colui o colei che dimostri di essere stato infettato dal partner può chiedere il completo risarcimento dei danni morali e materiali. Gli studi sui sex addicts rivelano addirittura un aumento significativo della possibilità di fare incidenti stradali dovuti a distrazioni del soggetto che guarda ai margini della strada, legge riviste o mappe stradali, telefona ecc.

Le possibilità di subire ricatti, ben note nel caso di frequentazioni omosessuali, non sono tuttavia infrequenti neanche nel caso eterosessuale. Incontri sessuali in night o alberghi possono essere filmati illegalmente. Qualsiasi avvocato civilista può confermare che non è infrequente il caso che il padrone di casa o il riparatore si trovi a fronteggiare denunce di molestie e abusi sessuali montate al fine di non pagare il canone di affitto o il compenso pattuito. Il famoso scrittore Frederick Forsyth, noto per la sua scrupolosa accuratezza documentaria ed aderenza al vero, in una raccolta di racconti brevi descrive in modo molto efficace e realistico un caso di ricatto sessuale che termina con un omicidio. Periodicamente, videofilmati amatoriali, spesso realizzati con telefonini, finiscono su internet o addirittura in commercio come videocassette (un caso clamoroso ha scosso la città di Perugia nel 1993) ad insaputa o contro la volontà dei protagonisti.

 

  Conseguenze sociali

In ambienti conservatori o comunque rispettosi di principi cattolici e in generale religiosi o etici, l’iperattività sessuale danneggia gravemente l’immagine sociale del soggetto e le sue possibilità di trovare un partner onesto e valido per il matrimonio. Per non parlare delle rotture di matrimoni che frequentemente seguono a tali comportamenti.

 

 

Quali sono le malattie a trasmissione sessuale meno note e più sottovalutate?

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Accanto alle analisi sull'HIV, l'herpes genitale, la mononucleosi, la gonorrea e la sifilide, ci sono altre analisi e precauzioni da prendere.

In realtà, oltre ad usare sempre il preservativo, la prima cosa che dovrebbe fare una persona che pratica il sesso con partner diversi nel corso del tempo è vaccinarsi contro l'epatite B, che si trasmette con estrema facilità tramite rapporti sessuali e il contatto con il sangue. Come è noto, durante i rapporti sessuali, specie quelli protratti che vanno tanto di moda oggi (sesso tantrico e cose del genere) gli organi maschili ma soprattutto femminili subiscono delle dilatazioni che provocano delle micro-ferite invisibili, che non danno fastidio o dolore, ma che sono altrettante porte aperte per il contagio. E questo è tanto più probabile nel caso di soggetti che fanno sesso con discontinuità, in modo che l'organo sia costretto all'improvviso a dilatazioni non graduali. E' noto a tutti i medici legali che il modo più veloce per stabilire se un cadavere appartiene ad una persona omosessuale è analizzare con una lente la corolla anale per individuare le micro-ferite che sono immancabilmente presenti in questi casi.

La seconda vaccinazione riguarda il papilloma virus, che nel maschio è asintomatico, mentre nella donna può portare allo sviluppo di tumore al collo dell'utero, ciò che la costringerà a ripetere ogni anno fino alla fine della vita costose analisi, e di condilomi cornei all'interno della vagina, che rendono il rapporto molto doloroso e, anche se abrasi col laser, si riformano regolarmente.

La terza analisi che potrebbe riservare amare sorprese è quella della clamidia, un batterio responsabile di un altissimo numero di casi di sterilità femminile totale.

 

 

Quali sono le principali e più gravi malattie a trasmissione sessuale? Cosa posso fare per evitarle? Quali sono le vaccinazioni e gli accorgimenti più importanti?

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●  Candida

La Candida albicans è un fungo generalmente responsabile delle forme più frequenti di vaginiti. Tuttavia l’infezione può essere provocata anche da altre specie di Candida e dalla Torulopsis glabrata, il lievito più comune dopo la Candida.

Si può trasmettere con contatto sessuale con partner infetto  (per ragioni anatomiche la Candida è più frequente nelle donne che negli uomini).

I sintomi sono più evidenti e fastidiosi nella donna che nell’uomo, che a volte è infetto senza neanche saperlo.

Nella donna i sintomi tipici sono: leucorrea (perdite biancastre e di una consistenza simile al latte cagliato), intenso prurito accompagnato talvolta da gonfiori alla vulva e dolori durante i rapporti (dispareunia). Spesso le infezioni si estendono all’esterno, provocando vulvo-vaginiti. IN questo caso il prurito è talmente fastidioso che a forza di grattarsi le donne si autoprovocano lesioni intorno alla vulva.

Nell’uomo si ha prurito, eritema e una sensazione di bruciore al pene.

●  Citomegalovirus

Si tratta di un virus appartenente alla famiglia degli Herpes viridae. La trasmissione si verifica per via sessuale ma non solo, attraverso saliva, urine, sperma, secrezioni vaginali e cervicali, latte materno, sangue, ma anche gli organi trapiantati.

I sintomi sono simili a quelli della mononucleosi: febbre, mal di testa, una modesta epatite, dolori muscolari. Il Citomegalovirus è anche responsabile di una quota delle mononucleosi infettive.

●  Clamidia

Si tratta di un batterio endocellulare, cioè che vive dentro le cellule, in grado di provocare infezioni vaginali e cerviciti. Il canale di trasmissione è il rapporto sessuale con partners infetti.

La Clamidia produce numerose particelle infettanti capaci di fissarsi a una cellula “ospite” che le fagocita. Una volta all’interno della cellula, ognuna di questa particelle si trasforma in una più grande, che acquista capacità di dividersi. Ed ecco che, quindi, l’infezione si estende a macchia d’olio, interessando un numero sempre maggiore di cellule.

Negli Stati Uniti, secondo i Centers for Disease Control, la metà delle donne sessualmente attive si ammala di clamidia entro i 30 anni.

Molto spesso questo tipo di infezione non provoca disturbi, a parte lievi perdite bianche, che il più delle volte passano inosservate. Possono comparire anche secrezioni gialle o verdi raccolte sul tampone cervicale. E’ proprio la mancanza di sintomi che la rende più pericolosa: perché, quando finalmente si manifesta chiaramente, l’infiammazione non interessa più solo la vagina o la cervice, ma si è estesa a tutto l’apparato genitale, specie le tube.

Talvolta l’infezione da Clamidia si accompagna a quella da Gonococco (gonorrea) il che rende ancora più difficile la sua diagnosi, in quanto i suoi deboli sintomi vengono ulteriormente mascherati. Negli uomini, poi, questa infezione è spesso del tutto sconosciuta.

Il 75% delle donne e metà degli uomini affetti da chlamydia non si curano, ma se trasmessa alla partner femminile essa può renderla infertile.

Nell’uomo l’infezione da Clamidia è causa del 50% delle uretriti non gonococciche. I sintomi sono: disuria (difficoltà a urinare) accompagnata da scarsa o moderata secrezione chiara o biancastra. L’uretrite da Clamidia si manifesta dopo un periodo di incubazione fino a tre settimane. Non mancano i casi di uretrite asintomatica.

Sempre nell’uomo la Clamidia causa la maggior parte di quei disturbi definiti “epidimiti idiopatiche” (infiammazione dell’epididimo, formazione allungata posta sopra il testicolo) che colpiscono principalmente gli uomini giovani. L’epididimite da Clamidia provoca dolore unilaterale allo scroto, gonfiore e febbre. La proctite, ossia una infiammazione del retto, può invece colpire gli omosessuali con dolori, sanguinamento dal retto, secrezioni e diarrea.

Nella donna le conseguenze più frequenti sono le cerviciti, a volte asintomatiche, altre volte l’area della cervice è gonfia e arrossata e facile al sanguinamento. Altra conseguenza femminile è rappresentata dall’uretrite, che però nella maggior parte dei casi non manifesta disturbi della minzione. La Clamidia può provocare una infiammazione dei dotti del Bartolini. Quando la Clamidia si diffonde dalla cervice attraverso la cavità dell’utero provoca una endometrite (infiammazione dell’endometrio, membrana che tappezza le pareti dell’utero) e da qui può raggiungere le tube di Falloppio, dando luogo ad una salpingite che può danneggiare le tube al punto tale da rendere impossibile la gravidanza. La Clamidia può anche provocare una infiammazione del basso ventre, con dolore spesso associato ad una cervicite con perdite mucopurulente. Se infine l’agente finisce in circolo nel sangue si possono avere anche epatiti, artriti e polmoniti.

●  Donovanosi o Granuloma venereo o Granuloma inguinale

Infezione batterica a trasmissione sessuale causata dal Calymmatobacterium granulomatis, un batterio gram-negativo.

E’ abbastanza rara nei paesi industrializzati, mentre è molto frequente nei paesi in via di sviluppo e in particolare nelle regioni tropicali e subtropicali. E’ solo moderatamente contagiosa.

Produce, nel retto e nella vagina, dei noduli duri che successivamente si ulcerano lentamente, producendo altri noduli e conseguenti ulcere. Queste lesioni sanguinano con facilità ma si ingrandiscono lentamente. Le parti più colpite sono i genitali, l’inguine e la regione perineale.

●  Epatite A

La trasmissione è oro-fecale: a rischio sono le pratiche sessuali che prevedono il contatto bocca-ano.

A differenza delle altre malattie sessualmente trasmesse l’infezione determina un’immunità duratura e la persona infetta è contagiosa per un periodo di tempo abbastanza breve.

Il periodo di incubazione è abbastanza breve, dopodiché i sintomi compaiono all’improvviso. Perlopiù si tratta di febbre, occhi gialli, mal di testa, dolori muscolari, accompagnati da mancanza di appetito, nausea, vomito e diarrea.

Non esiste una cura definitiva e in genere l’epatite guarisce da sola con l’aiuto di gammaglobuline.

●  Epatite B

Si trasmette attraverso il sangue e i suoi derivati, lo sperma, le secrezioni vaginali e la saliva. I principali fattori di rischio sono i rapporti anali e la promiscuità sessuale, cioè il fatto di avere molti rapporti sessuali con partners diversi.

Può trasmettersi facilmente tramite microferite che la dilatazione e lo sfregamento degli organi sessuali frequentemente provoca, ovvero da ferite aperte nella bocca o in altre parti del corpo esposte al contatto.

Circa il 6% delle persone infette sviluppa un’infezione cronica del fegato e, di queste, una su 4 muore di epatopatia.

Se la donna è infetta, il virus è presente in quasi tutti i suoi fluidi corporei: si potrebbe contrarre questa malattia potenzialmente fatale anche col semplice uso dello spazzolino da denti della partner.

●  Epatite C

Si sa ancora molto poco riguardo i mezzi di contagio di questa malattia, che potrebbero essere simili a quelli dell’Epatite A. Recenti ricerche mostrano che la percentuale di trasmissione dell’Epatite C per via sessuale sia molto bassa e non superi il 6%.

Il periodo di incubazione va da 2 a 15 settimane. I sintomi comprendono una profonda debolezza, inappetenza, a volte nausea dopo aver mangiato, cattiva digestione, mal di stomaco, dolore al fegato simile a trafitture, occhi gialli. Nessun sintomo viene invece avvertito ai genitali. La fase acuta della malattia può trasformarsi in un’epatite cronica oppure in una cirrosi epatica, cioè in un lento deterioramento del fegato provocato dalla graduale cicatrizzazione interna dei suoi tessuti (fibrosi). Queste alterazioni rendono il fegato sempre meno in grado di svolgere le sue funzioni. Ecco che quindi può comparire un’insufficienza epatica che dannegga le cellule del fegato; quando queste cellule sono molto danneggiate il fegato non riesce a sostituirle e queste si trasformano in aree fibrose. A lungo andare questo determina la cirrosi, che è una insufficienza epatica seria, che compromette le capacità depurative del fegato, fa aumentare la bilirubina nel sangue.

●  Funghi

Lenzuola poco pulite (es. in stanze di albergo frequentate utilizzate come luoghi di prostituzione), e la stessa pella di partner malati o poco puliti possono ospitare colonie fungine come ad es. la pitiriasi, che, in presenza di sudore e sfregamento aggrediscono facilmente la pelle.

●  Gardnerella vaginalis

Bacillo che provoca una infiammazione della vagina infetta, con sintomi di solito meno intensi rispetto alle vaginiti classiche. Se trascurata, può rendere i rapporti sessuali dolorosi e creare difficoltà per il concepimento.

La sua presenza è stata riscontrata anche in partners maschi di donne infette.

●  Gonorrea

Chiamato volgarmente “scolo”, provoca perdite di muco e notevoli bruciori e dolori durante la minzione, perché favorisce la formazione di piaghe all’interno dell’uretra.

E’ comune soprattutto tra donne adolescenti e 20-25enni.

Negli uomini è stata collegata all’epididimite (una dolorosa infezione dei testicoli) e ai disturbi alla prostata. Viene curata con massicce doti di un potente antibiotico (ciprofloxacina) utilizzato anche nella cura dell’antrace.

●  Herpes genitale

E’ una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse, in costante crescita tra gli adolescenti, l’herpes genitale ha una sintomatologia più grave di quello labiale e, anche se i suoi sfoghi sono curabili, come malattia virale, non è estirpabile.

I preservativi potrebbero essere inutili, perché la trasmissione può avvenire con qualsiasi contatto con la pelle infetta, anche oltre l’area coperta dal lattice, se il rapporto avviene mentre il partner ha uno sfogo di herpes.

L’herpes genitale ha pesanti conseguenze sul piano dei rapporti personali. Normalmente le donne rifiutano di fare sesso con un partner che sanno avere l’herpes. La convivenza con un partner che ha l’herpes genitale è meno serena e più difficile che non quella con un partner sano, per la continua necessità di prendere precauzioni che evitino di contrarre l’infezione.

La probabilità di contrarre herpes genitale da un rapporto non protetto è di 1 su 9.

●  Herpes labiale

Qualsiasi dermatologo può confermare che è sufficiente un semplice bacio sulla guancia da parte di un soggetto con micropustole aperte ai lati della bocca (non sempre facilmente rilevabili) a trasmettere l’HPV di tipo A, che si insedia nelle mucose orali e non è più estirpabile.

●  HIV

In Italia, dal 1982 al 2002 sono stati registrati circa 50.000 casi di AIDS; le donne sono circa 10.000 e hanno un’età media di 31 anni.

Non esiste ancora una cura definitiva. La caratteristica più preoccupante dell’AIDS è che il periodo di incubazione del virus con mancanza di rilevabilità ai tests è di circa sei mesi. Questo vuol dire che nessuno può essere ragionevolmente certo, a seguito di un controllo mediante il test ELISA o Western Blot, di non essere un portatore del virus. L’HIV si può contrarre anche facendo sesso orale o scambiandosi baci intensi.

●  Infezioni intestinali

Diverse sono le cause delle infezioni intestinali sessualmente trasmesse, ma tutte sono riconducibili a rapporti sessuali anali. In particolare possono essere provocate dai seguenti microrganismi: Clamidia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Treponema pallidum, Herpes virus simplex, Papilloma virus.

La proctite (infiammazione del retto) provoca costipazione, fastidio e dolore rettale, feci miste a sangue, secrezione purulenta dal retto.

La proctocolite (infezione del tratto superiore del retto) dà, in aggiunta ai sintomi della proctite, colite, diarre, crampi e febbre.

L’Enterite (infiammazione dell’intestino nei tratti del duodeno, digiuno e ileo) dà diarrea, dolori addominali, gas addominali e secrezioni mucose.

●  Linfogranuloma venereo

Si verifica più di frequente verso i 30 anni; è una malattia del tessuto linfatico, in quanto la diffusione dell’infezione avviene attraverso i linfonodi nei tessuti circostanti. In genere gli uomini sono più colpiti delle donne in un rapporti di 5 ad 1. E’ una malattia cronica, caratterizzata da una serie di manifestazioni, alcune acute, altre tardive.

E’ provocato da una delle tre sierovarietà della Clamidia trachomatis, presenti soprattutto nei paesi subtropicali. Molto probabilmente le clamidie penetrano nell’organismo attraverso abrazioni o lacerazioni.

L’infezione avviene di solito in occasione di rapporti anali passivi non protetti.

Nella prima fase, dopo circa 12 giorni, appare una piccola papula (macchia rossa) a livello dei genitali oppure una piccola ulcera. Queste lesioni guariscono rapidamente.

Nella seconda fase si ha un ingrossamento dei linfonodi, co febbre e altri disturbi generali. Dopo un periodo di incubazione che varia da 10 a 50 giorni fino a 4-6 mesi, compare un bubbone unilaterale che si presenta come una massa dura e dolente destinata ad aumentare di volume nell’arto di una o due settimane. Trascorso questo tempo la pelle del bubbone diventa rossastra e si lacera. Altri sintomi sono febbre e fuoriuscita di pus, che può durare qualche mese e la comparsa di ferite e restringimenti del retto, dell’orifizio anale e della vagina.

Nella terza fase la circolazione linfatica risulta compromessa dalla presenza di fibrosi che finisce per ostruire i vasi linfatici. La fibrosi compromette anche l’afflusso di sangue alla pelle e alle mucose. Entro breve tempo i microrganismi si diffondono nel torrente circolatorio linfatico e possonopersino entrare nel sistema nervoso centrale.

●  Mollusco contagioso

Piccole punte rosse intorno alle parti intime del partner possono essere una eruzione cutanea del virus del mollusco contagioso, estremamente infettive per contatto, che provocano la crescita di escrescenze che vanno estirpate ad una ad una con apposite pinzette taglienti (“curette”)

●  Mononucleosi

Detta anche “malattia del bacio”, per la facilità con cui la si può contrarre con un semplice contatto delle mucose orali, provoca uno stato protratto (anche per mesi) di debilitazione fisica

●  Papilloma virus umano. Condilomi genitali.

Qualsiasi tecnico di laboratorio può confermare che le lesioni tissutali provocate dal papilloma virus sono impressionanti: al microscopio i tessuti appaiono simili a quelli cancerosi fino al punto di essere quasi indistinguibili per un occhio non allenato. In un certo numero di casi le lesioni evolvono in un cancro vero e proprio, ad esempio al collo dell’utero.

Il papilloma virus provoca condimoli genitali: formazione di creste cornee dolorose all’interno della vagina e dell’utero.  La maggior parte delle donne portatrici di uno dei virus che provocano i condilomi genitali non sa nemmeno di essere infetta. In molte donne le infezioni sembrano temporanee e il sistema immunitario elimina il virus prima che possa provocare complicanze mediche (come il cancro della cervice).

In un campione casuale, addirittura il 46% delle donne sotto i 25 anni può essere Hpv-positivo. Esattamente come per l’herpes, i preservativi proteggono solo quello che coprono.

In quanto virus, è inestirpabile. Può essere tenuto sotto controllo con esami periodici e periodica abrasione (viene utilizzato anche il laser) delle creste (che si riformano).

●  Pediculosi

Malattia a trasmissione sessuale (e non solo) provocata da parassiti che vivono sulla superficie del corpo: i pidocchi del pube e le cosiddette “piattole”.

I pidocchi del pube si trasmettono per scambio diretto di oggetti personali o per contatto.

●  Scabbia

Malattia infettiva caratterizzata da lesioni cutanee pruriginose. Il contagio può avvenire sia attraverso i rapporti sessuali che per contatto diretto. La scabbia è provocata da un acaro, il Sarcoptes scabiei. La femmina dell’acaro scava piccoli cunicoli nello strato corneo dell’epidermide, che è quello più superficiale, fino ad arrivare al limite dello strato granuloso. In essi depone le uova che si schiudono dopo 10 giorni. La vita media dell’acaro è 10 giorni.

●  Sifilide

La sifilide ha un’evoluzione progressiva che nella fase terminale attacca il cervello. La cura deve essere tempestiva: entro un anno dalla infezione (sono sufficienti dosi ridotte di antibiotico), altrimenti diviene progressivamente più difficile e di esito più incerto e si deve ricorrere un massiccio impiego di penicillina.

Le statistiche dimostrano che chi fa sesso con persone conosciute in chat corre un rischio molto maggiore di contrarre la sifilide rispetto a chi conosce le proprie partner ad una festa o in discoteca.

●  Trichomonas vaginalis

Parassita che provoca irritazione ed emissione di pus dal pene. Negli USA colpisce circa 5 milioni di persone all’anno.

●  Ulcera molle

Malattia caratterizzata da un bubbone che si forma a livello inguinale, dovuto a infezione da Haemophilus ducreyi, un batterio gram-negativo. Colpisce più gli uomini che le donne, in particolare i maschi non circoncisi. Le donne sono spesse portatrici della malattia, in quanto le loro lesioni non impediscono la possibilità di avere rapporti sessuali.

●  Uretrite

E’ un’infiammazione che interessa l’uretra, il canale che conviglia l’urina dalla vescica fino all’esterno. E’ caratterizzata da disturbi della minzione, secrezioni e prurito.

Le cause di uretriti possono essere diverse. Si ha una uretrite gonococcica e non gonococcica, provocata da agenti come la Clamidia trachomatis, l’Ureaplasma urealyticum, il Trichomonas vaginalis, i miceti (funghi) in generale e l’Herpes simplex.

 

 

Devo evitare del tutto gli psicofarmaci? Devo curare la mia depressione con psicoterapia anziché con psicofarmaci? Quali sono i principali danni provocati dagli psicofarmaci? Esistono sostanze dannose per la salute mentale?

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Per quanto riguarda la terapia della depressione, il consiglio è leggere il libro di Serena Zoli, E liberaci dal male oscuro, che è un intervista della giornalista allo psichiatra di fama internazionale Piero Cassano. Nel libro si afferma che la psicoterapia può fare ben poco contro una depressione che ha basi fisiologiche, e che in questo caso gli psicofarmaci sono una forma di terapia necessaria, che può far riconquistare a migliaia di persone la salute perduta.

La prima ed ovvia raccomandazione è di leggere molto attentamente il foglietto illustrativo.

Nel caso di disturbi mentali ed emozionali, è somministrato un gruppo di farmaci conosciuti come "neurolettici" in dosaggi che variano da molto modesto a molto alto. Alcuni esempi di ben conosciuti antipsicotici di questa categoria sono Stelazine, Chlorpromazine, Haloperidol, Fluphenazine.

Usati regolarmente per un certo periodo di tempo, rischiano di infliggere danni permanenti al fegato, alla pelle, alla cornea, al midollo osseo, cuore e specialmente al sistema nervoso centrale (vedi discinesie tardive). Ad esempio reazioni allergiche della pelle, reazioni allergiche del midollo che producono agranulocitosi, distruzione del fegato, epatite, morte per infarto coronarico causato da silente deterioramento del sistema di irrorazione del cuore.

State attenti se il farmaco vi provoca contrazioni della bocca e tic del viso. Si tratta dei cosiddetti "sintomi extrapiramidali", che potrebbero divenire permanenti.

Probabilmente l'effetto più conosciuto dell'uso prolungato dei neurolettici è la tendenza a produrre un disturbo molto serio del sistema nervoso centrale noto come discinesia tardiva.

Questa condizione è caratterizzata da turbe dei movimenti muscolari, specie della faccia, e da tremito e rigidità nelle pani e nei piedi. La memoria e la capacità di concentrazione  sono pure spesso drasticamente deteriorate. Il discinetico si trova involontariamente a fare smorfie, a compiere atti di masticazione, a mostrare a lingua e a strizzare gli occhi; può anche ridere o piangere senza sentire le emozioni che provocherebbero tali azioni.

Passate indagini di soggetti cronicamente istituzionalizzati  ha mostrato la prevalenza di discinesia tardiva dall'uno al 55 per cento, con gli studi più recenti che mostrano percentuali più alte. Questi studi hanno mostrato che i pazienti con alto rischio di discinesia tardiva sono donne che abbiano usato neurolettici per più di due anni e di età superiore a 55 anni.

Prodotti antipsicotici come l'Olanzapina (Zyprexa) possono provocare improvvise depressioni, con esiti anche suicidi. Interrompere immediatamente l'assunzione al primo comparire di pensieri e sintomi depressivi.

Secondo certe scuole di naturopatia l'assunzione di zuccheri semplici può provocare sbalzi di umore, a causa dei picchi di glicemia/ipoglicemia

The, caffè andrebbero banditi completamente in soggetti con basso controllo degli istinti e in particolare della rabbia e dell'aggressività. L'attività eccitante del the in particolare non è meno subdola di quella del caffè.

In generale, l'effetto collaterale immancabile e più pesante di antipsicotici e antidepressivi è che provocano un grande senso di affaticamento: qualsiasi lavoro o azione diventa faticosa, fino ad arrivare a difficoltà di articolare la parola. In questo caso occorre rivedere il dosaggio col proprio terapeuta. Soprattutto quando questo affaticamento costante rischia di trasformarsi esso stesso in un fattore di depressione.

 

 

La psicoterapia serve?

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Il consiglio è: usa il buonsenso, cerca di renderti conto se le cose procedono o non portano alcun risultato. Ecco, di seguito, alcuni aspetti negativi o trappole di cui tenere conto:

Il mercato della psicoterapia è una giungla. In italia qualsiasi persona uscita dalla facoltà di psicologia può esporre il cartello "psicologo". Il tirocinio è infatti necessario solo se ci si vuole fregiare dell'appartenenza a determinate scuole come quella psicanalitica, adleriana, junghiana, ecc. A norma di legge non lo è.

A differenza che nei paesi anglosassoni, in cui la pratica del self enhancement e della psicoterapia è molto diffusa, in Italia, fino a poco tempo fa non era cosa frequente andare da un terapeuta. Quindi da noi non esiste un adeguato background di formazione e di esperienza e i nostri terapeuti sono normalmente di livello (anche molto) inferiore a quelli stranieri.

Le scuole psicoterapeutiche sono numerosissime. E' praticamente impossibile orizzontarsi. Ognuna propone la sua soluzione. Un paziente, a seconda del caso, può diventare oggetto di sperimentazione di teorie e pratiche di tipo del tutto opposto: freudiane, lacaniane, scuola di Palo Alto, cognitivismo, psicomagia, ecc.

Da molte parti si afferma ormai che le terapie basate sulla esplorazione della propria infanzia e dei relativi traumi sono lunghe, costosissime e improduttive, perché quello che conta è come la persona è ora. La psicanalisi (freudiana, lacaniana ecc.) sta diventando sempre più svalutata, perché è lunghissima (tre, cinque anni e più) e costosissima (una o due sedute settimanali) a favore di terapie brevi.

Ecco una storia emblematica di una persona intrappolata in una terapia lunghissima e costosissima, che alla fine è riuscito a liberarsene. Ivano G. Casamonti, un giornalista, ha raccontato che quando era ancora insegnante, per risolvere i problemi personali, che includevano un rapporto in crisi con la moglie, sia lui che lei si erano rivolte alla stessa terapeuta. La terapia, costosissima, si era protratta per diversi anni. La psicoterapeuta aveva addirittura consigliato alla moglie di Casamonti di "sperimentare la propria libertà" e tradire il marito. Finché un giorno un incidente stradale banale e grave (sfiguramento del volto con necessità di pagare una impegnativa chirurgia estetica ricostruttiva) mise Casamonti di fronte alla scelta di continuare a fare terapia o rimanere sfigurato. Ne parlò con la psicanalista, la cui risposta fu… che doveva senz'altro continuare a fare psicoterapia e rimanere sfigurato. Improvvisamente, a lui e alla moglie si aprirono gli occhi. Gettarono via il quadernetto da "pirla in analisi" (così lo chiama Casamonti) dove giorno per giorno la terapeuta pretendeva che venissero annotati tutti i pensieri, il marito si sottopose a interventi chirurgici, rifece la pace con la moglie, cambiò professione (giornalista) con un deciso aumento di soddisfazione e di stipendio. E non tornò mai più in analisi.

Certe terapie (psicanalisi) sono lunghissime (fino a 5 anni), costosissime e estremamente impegnative in termini di tempo (due sedute a settimana di almeno 60 euro ciascuna). Andrebbe valutato se utilizzarle solo in casi molto gravi e impegnativi.

Il fatto che lo psicoterapeuta esponga una laurea in medicina non vuol dire assolutamente nulla: molti medici si riciclano come psicoterapeuti con l'aggravante di non avere né una laurea in psicologia né una specializzazione in psichiatria

Come consiglia Vittorino Andreoli nel suo libro I segreti della mente (la cui lettura è consigliata), una strategia da mettere in atto indipendentemente dal ricorso al terapeuta è quella di monitorare e riconoscere subito i segni di disordine mentale e intervenire immediatamente. Per far questo occorre leggere un buon testo che descriva i principali sintomi e varietà delle nevrosi e psicosi.

Certe situazioni (es. coniugali) si sbloccano con un consiglio che potrebbe darvi qualsiasi persona di buonsenso (sacerdote, amico, parente, avvocato), senza ricorrere ad una impegnativa psicoterapia

Per certe patologie (vedi il paragrafo sulla depressione) la terapia farmacologica è inderogabile e quella psicologica è inutile o al massimo di supporto

In alternativa alla psicoterapia si può provare:

La consulenza filosofica. Il consulente filosofico cerca di fornire al paziente un modo di elaborare razionalmente e individuare i propri problemi e i propri valori, promovendo un agire più consapevole

Il counseling: è focalizzato sul superamento di determinate situazioni problematiche, senza investire l'intera personalità del paziente

Training autogeno e autoipnosi. Sono tecniche di rilassamento che hanno importanti effetti terapeutici e di auto-coscienza

Meditazione. Esiste una offerta vastissima di corsi di meditazione: dalla meditazione buddhista, alla meditazione tantrica ecc.

Ipnoterapia: l'ipnoterapeuta agisce sul sintomo (timidezza, rabbia, ecc.) cercando di rimuoverlo, e questo talvolta è sufficiente

self therapy : esiste una importante manualistica statunitense, che sta venendo sempre più tradotta in italia, su come fare esercizi per aumentare da soli autoconsapevolezza, volontà ecc.

 

 

Essere (eccessivamente) tirchi rovina la vostra vita

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La regola del giusto mezzo non è semplicemente una vuota formula retorica: in molti casi si rivela una preziosa regola di esperienza. Uno di questi casi riguarda il nostro atteggiamento nei confronti del denaro e dello spendere denaro. Tutti sanno che la prodigalità conduce alla rovina economica e hanno in mente immagini di persone finite all’ospizio di mendicità o a dormire sotto i ponti.

Non altrettanto netto è il giudizio negativo rispetto alla estrema tirchieria, che viene normalmente considerata semmai un peccato che riguarda il moralista o un tratto caratteriale sgradevole, più che una abitudine autolesionistica. Quando si parla di persone taccagne ci viene in mente l’egoismo di Ebenezer Scrooge nella novella di Charles Dickens, un vecchio ricchissimo ma senza affetti.

E invece dovreste riflettere in quante altre maniere una persona ossessivamente taccagna danneggia la propria vita.

Ad esempio, è più probabile che una persona ossessivamente avara sia una persona incolta e disinformata piuttosto che il contrario, perché acquisire gli strumenti di cultura e di informazione (libri, computer, giornali) costa.

E’ più probabile che una persona ossessivamente avara non abbia un grande aggiornamento, quale che sia la professione che svolge, perché i corsi di aggiornamento, il materiale informativo necessario costano, e quindi sono al difuori della sua portata.

E’ più probabile che una persona ossessivamente avara abbia un aspetto esteriore più modesto di una persona non avara perché la palestra, le cure estetiche, il guardaroba, persino il barbiere (sostituito dal rasoio elettrico) costano, e quindi sono spese da abolire.

Una persona avara sarà sfavorita nella ricerca del partner, e non solo perché la prospettiva di passare la vita accanto ad una persona che ci segue per la casa ingiungendoci di spegnere le luci non è particolarmente entusiasmante, ma perché per incontrare un partner, a meno di non essere strepitosamente carini, occorre avere vita sociale, e la vita sociale costa: una persona ossessivamente avara rifuggirà dalle compagnie per il solo motivo che una volta a settimana tocca a lei pagare da bere agli amici, così, meglio fare a meno degli amici

E infine, tra i danni maggiori e meno noti che una persona avara infligge a se stessa c’è – paradossalmente – la perdita di tempo. L’avaro letteralmente scialacqua il proprio tempo. Non ci credete? Elenchiamo alcuni casi tipici del comportamento di una persona di quelle sulla cui lapide si potrebbe scrivere: “ha risparmiato sempre, comunque e dovunque: peccato che non se li sia potuti portare appresso”.

Il tirchio, se fa il pendolare, prende invariabilmente il mezzo più economico e più lento, e magari opta per lunghi tragitti a piedi.

Il tirchio è alla perenne e ossessiva ricerca del prezzo più basso, che vuol dire girare negozi, annotarsi i prezzi, ruminare, confrontare. Sempre, ovviamente, muovendosi col mezzo di trasporto più lento. Se non trova un prodotto al prezzo più basso possibile, va in un altro negozio o rimanda all’indomani, raddoppiando il tempo dedicato alla spesa.

Il tirchio dedica parecchio tempo alla manutenzione e riparazione degli oggetti, lucida accuratamente le scarpe, le ingrassa, olia la catena della bici perché duri più a lungo, controlla ogni giorno il radiatore e l’olio dell’auto, ripone gli abiti con estrema cura e toglie i pelucchi che, per effetto valanga, possono ingrandirsi e creare altri pelucchi che potrebbero – dio non voglia – accorciare la vita utile di un vestito acquistato venti anni prima.

Se il tirchio deve traslocare, non contatterà la ditta più veloce ed efficiente, ma una ditta che fa groupage, e aspetterà che gli comunichino quando altre due o tre persone traslocano per la sua stessa destinazione, in modo da abbattere il prezzo. E intanto attende, giorni, settimane, mesi.

Il tirchio cambia continuamente gestore telefonico, perdendo una quantità imprecisata di tempo a seguire le offerte migliori, alla ricerca della mitica offerta a costo nullo e durata illimitata. In generale, al tirchio piace dedicare il proprio tempo in tali attività di scelta, contrattazione, comparazione, perché ha l’impressione di risparimare ancora di più. Ovvio che una persona che ha tutte le energie mentali focalizzate in questa direzione non ha alcuna possibilità di dedicarle alla individuazione e correzione delle abitudini errate di gestione razionale del tempo.

Il tirchio è un convinto assertore del car sharing, nel senso che attenderà anche un’ora, alla fine del lavoro, che un collega termini gli straordinari per tornare insieme a lui e dimezzare il costo del tragitto.

Il tirchio non usa il corriere espresso. Se potesse eviterebbe anche le tariffe delle Poste, e aspetterebbe sei mesi che il suo pacco arrivi a dorso di mulo o dromedario. Del resto, fa così pochi acquisti che questo per lui non sarebbe un reale problema

Il tirchio si sorbisce senza battere ciglio interminabili file agli sportelli postali perché pagare le bollette alla posta gli fa risparmiare ben un euro a bolletta in confronto alla domiciliazione bancaria. Così facendo, lui e i suoi simili fanno perdere un oceano di tempo a coloro che si recano alle poste solo occasionalmente e ai professionisti che vi si debbono recare obbligatoriamente, ma pazienza: siamo un paese libero, dove ciascuno può permettersi di ignorare ciò che capita al proprio prossimo.

Il tirchio non ha un abbonamento a internet: costa troppo e, peggio ancora, potrebbe fargli venire la tentazione di fare l’upgrade per aumentare il traffico, pagando di più. I suoi mezzi di comunicazione arrivano al telefono fisso, raramente al telefono cellulare, e non certo ad uno smartphone.

Il tirchio maneggia le cose più lentamente, per non danneggiarle, perché durino di più.

Il tirchio gira poco, e quindi non può sfruttare l’occasione di fare più affari contemporaneamente, risparmiando tempo; usa di solito i mezzi di trasporto più economici, e quindi più lenti.

Il tirchio sviluppa una abitudine mentale alla lentezza: quando si trova di fronte alla prospettiva di una spesa, si attivano riflessi condizionati che rallentano il suo pensiero e la sua azione, lo rendono più cauto; mediamente perde più tempo per l’acquisto di un qualsiasi prodotto nuovo delle altre persone, e questo tempo diventa esponenzialmente più alto quanto più aumenta il prezzo del prodotto. Non è raro che il tirchio procrastini per anni acquisti superiori a due biglietti da cinquanta euro, pensandoci, ripensandoci, soppesando.

Il tirchio conserva tutto, separa, classifica, pulisce, imballa e ripone qualsiasi cosa gli capiti a tiro: non sia mai che debba ricomprare una vite che ha gettato via trent’anni prima. Se lo rimprovererebbe fino alla fine dei suoi giorni. Tutto questo implica un continuo spostare, ridisporre, una continua riorganizzazione dello spazio che non basta mai a contenere tutta la paccottiglia che accumula. Perché al tirchio, in realtà, piace possedere: tenere in mano gli oggetti, avere la sensazione fisica dell’accumulazione. Questa vera e propria sindrome dello scoiattolo fa sì che egli raccolga e porti a casa ogni ghianda che trova sul suo cammino.

Tipicamente, il tirchio acquista meno cose di quante glie ne servono: il suo motto è “melius deficere quam abundare”, l’esatto contrario di quello che dicevano i Latini. Quindi eccolo ritornare dal droghiere, dal ferramenta, dal merciaio, perché ha bisogno di altri chiodi, di altre spezie, altro filo, e così continuando.

Il tirchio possiede di solito i modelli più obsoleti e meno efficienti di qualsiasi prodotto: di auto, di computer (se lo ha!). E’ il grande frequentatore dei mercatini dell’usato, dove passa ore ed ore alla ricerca dell’occasione d’oro per poi il più delle volte non acquistare nulla, perché non confessa neanche a se stesso che questi viaggi sono come quelli di quel povero che si avvicinava all’arrosto dell’oste per rubargli il fumo da mettere tra due tozzi di pane: guardare, saziare lo sguardo, ma non toccare né comperare.

Osservando il comportamento di una persona estremamente taccagna ci viene fatto di pensare che costui cerca di svolgere meno attività possibile, perché la maggior parte delle attività comporta un dispendio più o meno elevato di denaro: il suo ideale è stare dentro casa in posizione yoga e respirare (lentamente, per non consumare troppe calorie) oppure giocare a solitario tappato nel suo appartamento centellinando un minestrone in scatola preso dal banco prodotti in scadenza offerti a metà prezzo.

Qualsiasi hobby abbia, il tirchio, questo gli risucchia il doppio o il triplo del tempo che prende ad una persona normale. Se fa modellismo navale, non sia mai che il tirchio utilizzi il seghetto elettrico, che velocizzerebbe il suo lavoro; se fa elettronica, non sia mai che acquisti via internet un componente elettronico introvabile: lui ordina al negoziante e aspetta i mesi necessari che il chip arrivi. Oppure rovista tra le apparecchiature elettroniche usate fino a che non trova (gratis!) il sospirato pezzo che gli manca.

Il tirchio cerca di avere tutte le prestazioni pubbliche gratuite possibili, a costo di aspettare giorni, mesi, anni, eoni. Soggiorni scontati per anziani, mense o bar convenzionati con l’ente presso cui lavora, negozi dove può acquistare a un costo minore con la sua tessera sindacale o cooperativa. Passa volentieri la giornata in torpedone in visita ad una fabbrica di pentole perché gli offrono un pasto gratis. Si potrebbe persino trovarlo che va su e giù per la stessa linea della metropolitana perché lui ha la tessera anziani e lo può fare gratis.

Per il tirchio esistono solo le cure della mutua, con i loro tempi biblici, che oggi sono diventati geologici. Accumula un tempo inverosimile di attesa in ambulatori, dispensari, sportelli delle Asl. Il massimo del virtuosismo lo sfoggia per le cure dentarie: attende anche anni perché lo specialista della mutua, alla fine della giornata, due giornate al mese, si degni di curare il suo dente cariato.

Se ha un hobby culturale, come la lettura, la musica, i concerti, il tirchio assedia biblioteche con la richiesta di prestiti interbibibliotecari di cd o di libri, gira per tutti i mercatini dei libri usati per trovare il libro spaginato o il cd rigato dell’opera che cerca.

Come già dettol il tirchio va solo nei negozi convenzionati anziché in quelli sotto casa, ovviamente a piedi. Se non trova il prodotto economico, si reca in un altro negozio o supermercato. Perde un sacco di tempo a guardare e riguardare i conti, gli scontrini del supermercato, le fatture, per capire come mai quel giorno abbia potuto spendere tre euro invece che due.

Perché dovrei comportarmi altrimenti? chiede a questo punto, offesissimo, un lettore frugale e parsimonioso che si riconosce nel ritratto che abbiamo fatto. Chi sei tu per dire che il tuo comportamento è meno assurdo del mio?

Fate attenzione: contrariamente a quanto potreste credere, nessuno qui dice che un individuo qualsiasi “debba comportarsi altrimenti” rispetto a come si comporta. Comportarsi come si vuole – nei limiti del lecito – è giusto e sacrosanto.

Però – ed è questo il punto importante che molti non colgono –  una persona deve scegliere il suo stile di vita consapevolmente: comportarsi in un certo modo perché si ignorano i danni che si fanno a se stessi è sbagliato. Se una persona adotta uno stile di vita in modo puramente istintivo o irriflessivo, per predisposizione, diciamo così, genetica o caratteriale, come avviene per molti tirchi (“tirchi e spendaccioni si nasce” si sente spesso dire), senza aver considerato prima tutti i pro e i contro, commette lo stesso errore del tizio dal carattere collerico che fa sempre a pugni perché è nato così.

Il tirchio può fare il tirchio quanto vuole, a patto che abbia considerato il fatto che il suo comportamento condiziona tutti gli altri aspetti della sua esistenza. Persino nei rapporti con l’altro sesso: nessuna possibilità che entri in un locale a pagamento (discoteca, dancing, ecc.) dove sia possibile incontrare ragazze, nessuna possibilità di iscriversi ad un corso di ballo, ad una palestra di yoga, che è diventata l’agenzia matrimoniale dei nostri tempi. Nessuna possibilità di fare regalini o viaggi insieme. Niente di niente. Il tirchio non si unisce facilmente alle compagnie, perché quando si tratta di pagare la pizza del pub è colto da attacco di angoscia. Chi scrive aveva due amici che erano venuti a vivere con lui da un’altra regione, e che avevano deciso che avrebbero aperto un negozio di ferramenta quando avessero risparmiato abbastanza. E risparmiavano davvero parecchio. Avevano trovato un impiego in una agenzia ippica del centro. Per economizzare, partivano dal comune della prima cintura dove abitavano due ore prima dell’orario di apertura dell’agenzia, e facevano a piedi la tratta urbana. Mangiavano esclusivamente grandi piatti di pasta e fagioli condita con olio di semi vari. Non utilizzavano riscaldamento nella loro stanza, in modo da non pagare la loro parte della bolletta. Non uscivano e non si concedevano divertimenti, tranne interminabili partite a carte o lettura e commento della Gazzetta dello Sport della settimana prima che il vicino gettava nel contenitore della carta. La loro giornata terminava e finiva qui. Io rispettavo questa loro scelta, mi auguravo solo che prima di farla avessero avuto ben chiaro tutto quel che si perdevano.

 

 

Non credete più a Babbo Natale? Allora, per favore, smettete anche di giocare a Totocalcio, Lotto e Superenalotto

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Cosa c’è di male nel cullare il sogno di una vincita? Nel pensare che un giorno, giocando i numeri magari sognati la notte, si possa tornare a casa con le tasche piene e la testa finalmente vuota?

Ascoltiamo cosa hanno da dirci in proposito il matematico e il fisico. Chi crea il gioco decide a tavolino quante probabilità devono esserci di vincere e quanto deve rendere a chi lo gestisce. Con la roulette allora chi gioca è sicuro di perdere 2,70 euro ogni 100 giocati, 15 con le slot machine di nuova generazione, 35 con Win for Life, 65 con il Superenalotto, 87 con il Lotto.

“Ma qualcuno che vince c’è!” replicano i giocatori, nel vano tentativo di convincere se stessi che le probabilità di vincita del gruppo coincidano con quelle del singolo. Fare sei al superenalotto? Talmente improbabile che solo una persona su 622.614.630 ce la fa. Per intenderci: sperare di compilare una schedina vincente equivale a gettare Federica Pellegrini in una vasta olimpionica piena di palline con scritti i nomi di tutti i cittadini europei sperando che ne esca stringendo nel pugno il suo. In alternativa potreste provare a gettare una moneta e vedere in quanto tempo riuscite ad ottenere una serie con 622.614.630 testa o croce ininterrotti. Già tentando di realizzare una serie di qualche migliaio di testa o croce, dopo tre mesi di tentativi, avrete l’impressione che è praticamente impossibile. Come in effetti è. E non basta credere di cavarsela facendo più tentativi: per avvicinarsi ad una probabilità che valga la pena finanziare con investimenti onerosi bisognerebbe giocare per anni e anni. Per avere una probabilità su 20 di vincere, bisognerebbe giocare per circa 200mila anni. E durante questo periodo la probabilità di morire per incidente, cancro o altre malattie, supererebbe di gran lunga la probabilità di azzeccare i numeri vincenti.

Il massimo della idiozia in proposito lo mostrano però non i giocatori, ma i tabaccai che espongono un cartello con scritto: “in questo bar è stato realizzato un cinque al superenalotto”. Sotto di esso avrebbero dovuto scrivere: “e quindi, per il calcolo delle probabilità, un altro evento simile in questa tabaccheria si verificherà solo tra 1000 anni in media”. Come effettivamente e scientificamente deve avvenire.

E non credano i più che col Gratta e Vinci le cose migliorino. Altro che “Vinci spesso vinci adesso”, vincere con uno di quei grattini è molto più facile a dirsi che a farsi! Se è vero che uno su quattro di quei cosi patinati risulta vincente, è altrettanto vero che la vincita è più che misera: sono sempre circa 5 o 10 gli euro vinti, equivalenti al costo del biglietto. Il Jackpot da 500mila euro è invece appannaggio di pochi, pochissimi. Solo uno su 100 milioni e 800mila può vincerlo e questo significa che cospargendo di grattini la tratta Bolzano-Barcellona-Madrid-Lisbona-Parigi-Bruxelles-Amsterdam-Copenhagen-Stoccolma-Capo Nord-Helsinki-Mosca-Kiev-Bucaret-Sofia-Atene-e di nuovo Bolzano e poi percorrendola tutta si possono raccattare appena 20 Gratta e Vinci da 500mila euro.

Chi va al bar ad acquistare un Win for Life ha più probabilità di morire investito lungo la strada che di assicurarsi un vitalizio di 1000 euro al mese. Le probabilità di vincere sono inferiori a quelle che la la Terra di essere distrutta nel 2036 dall’asteroide 99942 Apophis.

C’è stato un periodo in cui anche chi scrive era stato attratto dal Superenalotto. All’epoca il jackpot era arrivato ad 80 milioni di euro, e la frenesia aveva contagiato un po’ tutti. Beh, la febbre è durata quattro mesi. Come ho smesso? Ho considerato che era più probabile che inviando una lettera a Gesù Bambino con la richiesta di 80 milioni di euro io ricevessi una risposta positiva rispetto ad una schedina del Superenalotto. Così ho spedito quella lettera, e sono ancora in attesa di risposta. Nel frattempo, non gioco più.