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IL FILO DI RAGNO

     

 

 

 

        Un uomo malvagiò morì e si sentì trasportare da un turbine verso l’abisso aperto dell’inferno. Stava già sprofondando tra le fiamme e il caos dei dannati quando supplicò la Vergine di salvarlo.

        Dovete sapere che un giorno della sua vita era capitato all’uomo di trovare un ragno sul suo tavolo, e invece di schiacciarlo lo aveva deposto delicatamente a terra.

        Così, non appena egli ebbe terminato la sua implorazione tutto sembrò congelarsi e diventare silenzioso. Nel silenzio, sotto gli sguardi di tutti i dannati, dal cielo scese un filo sottilissimo di ragno, che andò ad oscillare accanto a lui.

        Il peccatore saggiò il filo: insperabilmente esso sembrò reggere il suo peso. Lesto, cominciò ad issarsi lungo di esso, ma, non appena visto questo, cento altre anime si precipitarono verso il filo e vi si attaccarono.

        Egli cominciò allora a tirar calci a tutti quelli che gli capitavano a tiro per cercare di farli staccare dal filo ed impedire che questo si rompesse.

        Una grande mestizia si dipinse allora sul volto della Vergine. Una possibilità era stata data, ma l’egoismo aveva annullato ogni impulso altruistico.

        Il filo si ruppe, proprio come doveva e, bestemmiando contro i suoi compagni di sventura, l’anima del peccatore sprofondò verso il suo destino di tormenti.