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ANTOLOGIA DI BRANI SPIRITUALI

ebraismo e vangeli

 

 

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La scelta degli scrigni (Proverbi  8.10-11)

La cacciata dal Paradiso Terrestre (Genesi, 3, 24)

Il Messia (Isaia, 11, 2-4)

L’inaccessibilità di Dio (Giobbe 4,18 e 15,15)

Le vie di Dio (Giobbe 38, 24-28-30)

Isaia, 59, 9

Isaia, 60, 19

Ecclesiaste, 11,5

Ecclesiaste , 1, 1.4-6.9

La potenza di Dio (Giobbe, passim)

La resurrezione secondo i profeti del Vecchio Testamento

Le armate dinanzi all’Altissimo (4 Esdra, 8, 21)

Le parole di Ruth a Noemi, madre di Abramo (Rut 1, 16-17)

L’attraversamento del Giordano da parte del Popolo Eletto (Giosuè 3, 14-17)

Affinchè sia con i tuoi figli di Verità (Qumrân, Il Papiro della Guerra)

I creatori del tempo (Qumrân, Il Papiro della Guerra)

E’ lui che mi ha donato (Sapienza, 7, 17-21)

Il Sole che sorge sui giusti e sui malvagi (Enoc, 41, 8)

L’angelo del Signore ed Azaria (Daniele, 3, 49’-50’)

Gli angeli intercessori (Enoc, 39, 5)

Il Giudice dell’Aldilà (Stele di Naram-Sin 22-27)

L’Angelo della piscina (Giovanni, 5, 3b-4)

Sette spiriti innanzi al trono di Dio (Apocalisse di Giovanni)

Il canto della perla (Atti di Tommaso , versione siriaca)

La luce divina

Siracide, 43, 13-20

La sapienza del saggio (Proverbi, 10, 1-14)

Continuerò ad operare meraviglie e prodigi  (Isaia, 29, 13-21)

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse (Isaia, 11, 1-9)

Il fondamento della Sapienza (Proverbi, 9, 9-12)

La Sapienza del Signore (Siracide, 1, 16-18)

Il volto del malvagio e il volto del sapiente (Siracide, 19, 18-27)

La forza infusa da Dio (Isaia, 40, 26-31)

Le opere del Signore (Siracide, 42, 15-25)

Non si vanti il saggio della sua saggezza (Geremia, 9, 22-23)

La vita dedicata alla Sapienza (Siracide, 51, 13-20)

La sapienza infusa da Dio nella sua creatura (Siracide, 17, 1-12)

Il libro sigillato fino alla fine dei tempi (Daniele, 12, 1-4)

Le parole del sapiente (Siracide 39, 1-13)

Il canto della Sapienza (Proverbi 8, 22-23)

La lode della Sapienza (Sapienza 7, 24-8,1)

Beato luomo che medita sulla Sapienza (Siracide 14, 20-15,10)

La Sapienza loda se stessa (Siracide 24, 1-12)

Libro dei Salmi, dal Salmo I

Libro dei Salmi, dal Salmo II

Libro dei Salmi, dal Salmo III

Libro dei Salmi, dal Salmo IV

Libro dei Salmi, dal Salmo V

Libro dei Salmi, dal Salmo VI

Libro dei Salmi, dal Salmo VII

Libro dei Salmi, dal Salmo VIII

Libro dei Salmi, dal Salmo IX

Libro dei Salmi, dal Salmo XXIII

Libro dei Salmi, dal Salmo XL

La gloria di Dio (brani dai vangeli e dalla liturgia)

Dio parla al Faraone per bocca di Mosé (Esodo 4, 22-23)

Il Dio dell’Esodo

Il Dio unico

La luce e la tenebra (brani dai Vangeli)

Dal Libro di Giobbe

La profezia di Giovanni Battista

I nuovi cieli e la nuova terra (Pietro, Seconda Epistola, III, 13; Giovanni, Apocalisse, XXI, 1)

Il numero della Bestia (Apocalisse, V, 18)

I guardiani delle meteore (Viaggio di Enoch)

Le parole della Sapienza (Siracide, 24,3-4)

Dall’Haggada di Pesah

Liturgia ebraica, Canto per l’accoglienza del Sabato

Benedizione che precede la recita serale dello Šema’

Machazor di rito italiano, Seconda delle diciotto benedizioni

Nachman di Breslavia, Metti pace nel tuo popolo

Prologo al Vangelo di Giovanni

Dal Vangelo di S. Luca

Dalla Prima lettera di S.Pietro, 5, 8

Il travaglio della creazione (S. Paolo, Lettera ai romani, 8. 19–23)

Ciò che è in basso e ciò che è in alto (Odi di Salomone, 34,4)

Il combattimento mistico (Epistola agli Efesini , 6,12)

L’annunzio della trasformazione (Paolo, Prima lettera ai Corinzi )

Le beatitudini (Matteo 5, 1-16)

Il Verbo (Giovanni 1, 1-14)

La sapienza nascosta (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 2, 1-16)

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità (Prima epistola di Paolo ai Corinzi 13, 1-13)

La sapienza misteriosa che il mondo non conosce (Epistola di Paolo ai Corinzi 2 7-12.14-16)

Il cammino secondo lo Spirito (Epistola di Paolo ai Galati 5, 16-18.22-23)

Il servizio di Dio (Atti degli Apostoli 17, 25.28)

Solo in Dio riposa l’anima mia (Salmo 61, 6-8)

La luce e la tenebra nel tuo corpo (Luca 11, 34-36)

Signore, tu mi scruti e mi conosci (Salmo 138 1-18)

Dio appare al suo profeta e lo chiama (Isaia 6, 1-8)

Tutte le creature da te aspettano il cibo (Salmo 103, 27-30)

Il settimo giorno (Esodo 23, 10-12)

Quando entrerete nel paese che io vi do (Levitico 25, 2-7)

Giacobbe e la scala che arrivava fino a Dio (Genesi 28, 11-14a.15b-16)

Giacobbe lotta con l’angelo (Genesi 32, 23.25-32)

Elia sale sull’Horeb (1, Re, 18,8-13)

Il nome di Dio (Esodo 4, 13-14.15b)

Il Signore non abbandona Sion (Isaia 49, 14-15)

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore (Salmo 130)

Dio chiama Mosé (Esodo 3,1-5)

Il Signore chiama Samuele (1 Samuele 3,1-11)

Il peccato di Davide contro il Signore (2 Samuele 11, 27-12,7.13)

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice (Salmo 15, 5-9)

E’ bello dar lode al Signore (Salmo 8, 4-7)

Sei tu che hai creato le mie viscere (Salmo 138, 13-18)

A te levo i miei occhi (Salmo 122, 1-2)

Benedici il Signore, anima mia (Salmo 102, 1-5)

Signore, la tua grazia è nel cielo (Salmo 35, 6-10)

Chiedete e vi sarà dato (Matteo 7, 7-8)

Egli è immagine del Dio invisibile (Epistola di Paolo ai Colossesi 1, 15-20)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scelta degli scrigni (Proverbi  8.10-11)

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Scegli la mia disciplina, e non l’argento;

preferisci l’intelligenza all’oro fino;

poiché la sapienza vale più dei rubini.

 

 

La cacciata dal paradiso terrestre (Genesi, 3, 24)

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[Dio] cacciò dunque l’uomo e pose ad oriente del giardino dell’Eden i Cherubini e la fiamma della spada guizzante per custodire l’accesso all’albero della vita.

 

 

Il Messia (Isaia, 11, 2-4)

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Su di lui riposerà lo spirito di Dio

Spirito di saggezza e di intelligenza,

spirito di prudente consiglio e di forza,

spirito di conoscenza e di timor di Dio

 

Egli giudicherà i poveri con giustizia

 

Egli colpirà il paese con la verga della sua bocca

e con il soffio delle sue labbra farà morire l’empio.

 

 

L’inaccessibilità di Dio (Giobbe 4,18 e 15,15)

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Con i suoi stessi servitori Dio non si confida,

Egli trova nei suoi angeli dei difetti

 

Anche con i suoi santi Dio non si confida

 

 

Le vie di Dio (Giobbe 38, 24-28-30)

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Per quali vie si espande la luce?

Ha forse un padre la pioggia? Chi mette al mondo le gocce di rugiada? Dal seno di chi è uscito il ghiaccio e la brina del cielo chi l’ha generata?

Come pietra le acque induriscono e la faccia dell’abisso si raggela.

 

 

Isaia, 59, 9

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Attendiamo la luce, ma contempliamo le tenebre

 

 

Isaia, 60, 19

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Tu non avrai più il sole come luce del giorno;

il chiarore lunare non illuminerà più (la notte) per te,

YHWH sarà su di te luce perpetua

ed il tuo Dio sarà il tuo splendore.

 

 

Ecclesiaste, 11,5

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Come tu non conosci la via del vento

né come cresce il bambino in seno alla madre incinta

così tu non conosci l’opera di Dio che fa tutto.

 

 

Ecclesiaste , 1, 1.4-6.9

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Vanità delle vanità, tutto è vanità …

Una generazione va, una generazione viene

ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge e il sole tramonta,

si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

Il vento soffia a mezzogiorno,

poi gira a tramontana;

gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna …

Ciò che è stato sarà

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole.

 

 

La potenza di Dio (Giobbe, passim)

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Sì, Dio è grande tanto

da superare la nostra capacità di conoscere.

[Sai tu] come egli può far guizzare il lampo nelle sue nuvole?

Sai come può sospendere le nuvole nel cielo?

 

Sei tu arrivato a scoprire i depositi della neve?

Hai visto i serbatoi della grandine?

 

[Sai tu] chi ha aperto i canali dell’acquazzone?

e segnato la via al lampo dei tuoni?

[Sai tu] Chi è il padre della pioggia

e chi genera le gocce di rugiada?

Da quale ventre esce il ghiaccio,

e la brina del cielo, chi la dà alla luce,

quando le acque diventano dure come pietre

e la superficie dell’abisso di raggela?

 

Forse la tua voce può innalzarsi fino alle nuvole

e far sì che le acque ti obbediscano?

I fulmini sono forse pronti ai tuoi ordini

e ti dicono “eccoci”?

 

Chi (dunque) numera le nuvole con maestria

ed inclina gli otri del cielo?

 

 

La resurrezione secondo i profeti del Vecchio Testamento

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Un gran numero di coloro che dormono nel regno della polvere si sveglieranno, gli uni per una vita eterna, gli altri per l’ignominia, per l’orrore eterno

(Daniele, 12,2)

 

I morti ritorneranno, i loro cadaveri si alzeranno. Svegliatevi e cantate, voi che abitate la polvere!

(Isaia, 26,19)

 

In quei tempi [della fine del mondo] tutto il popolo sarà salvo – tutti coloro [almeno] il cui nome è scritto nel Libro. I Numerosi, fra coloro che dormono nel Regno della polvere, si sveglieranno: coloro che [sono] per la vita eterna, ma gli altri [sono] per la dannazione, per la dispersione eterna. Coloro che sanno risplenderanno come la luce del firmamento e coloro che hanno insegnato la Giustizia ai Numerosi brilleranno come le stelle per i secoli dei secoli.

(Daniele, 12,1c-3)

 

 

Le armate dinanzi all’Altissimo (4 Esdra, 8, 21)

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Davanti a te le armate sono all’erta e a una tua parola

esse mutano in vento e fuoco.

 

 

Le parole di Ruth a Noemi, madre di Abramo (Rut 1, 16-17)

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Il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. Dove andrai tu andrò anch’io, e dove morirai tu morirò anch’io

 

 

L’attraversamento del Giordano da parte del Popolo Eletto (Giosuè 3, 14-17)

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Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza camminavano davanti al popolo. Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero al limite delle acque – Il Giordano infatti durante tuttii giorni della mietitura è gonfio fin sopra tutte le sponde – si fermarono le acque che fluivano dall’alto e stettero come un solo argine a grande distanza, in Adama, la città che è presso Zartan, mentre quelle che scorrevano verso il mare dell’Araba, il Mar Morto, se ne staccarono completamente e il popolo passò di fronte a Gerico. I sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore si fermarono immobili all’asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava all’asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.

 

 

Affinchè sia con i tuoi figli di Verità (Qumrân, Il Papiro della Guerra)

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Affinché sia con i tuoi figli di Verità

e dalla (stessa) parte dei tuoi santi,

facendo alzare dalla polvere

gli insetti dei morti verso il luogo segreto …

e dallo spirito del male,

verso la conoscenza dei tuoi misteri

affinché questi stia nel posto

che a lui compete al tuo cospetto

con l’armata eterna e i tuoi spiriti di …

affinché egli sia rinnovato con …

e con i Conoscenti, in una gioia collettiva 

 

 

I creatori del tempo (Qumrân, Il Papiro della Guerra)

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(Io prego) tutti i creatori del tempo che sono le

fondamenta delle divisioni in periodi e del ciclo delle

costellazioni, nel loro ottimo fissati da segni per tutto il

loro dominio, nell’ordine fissato con inderogabile

certezza dalla bocca divina e dalla legge promulgata da

Colui che E’.

 

 

E’ lui che mi ha donato (Sapienza, 7, 17-21)

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E’ lui che mi ha donato

una conoscenza infallibile degli esseri,

per conoscere la struttura del Cosmo

ed i movimenti dello Zodiaco,

l’inizio, la fine e la metà dei tempi,

l’alternarsi dei solstizi ed il mutare delle stagioni,

il ciclo dell’anno e la posizione degli astri,

la natura degli esseri viventi

e gli istinti delle bestie selvagge,

il potere degli spiriti ed i pensieri degli uomini,

la verità delle piante e le virtù delle radici.

Tutto ciò che è, nascosto o visibile, io l’ho conosciuto.

 

 

Il Sole che sorge sui giusti e sui malvagi (Enoc, 41, 8)

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Poiché il sole compie le sue numerose rivoluzioni

sia per benedire, che per maledire; e poiché il corso del

cammino della luna è luce per i giusti ma tenebre per i

peccatori, nel nome del Signore che ha separato la luce

dalle tenebre e ha diviso gli spiriti degli uomini …

 

 

L’angelo del Signore ed Azaria (Daniele, 3, 49’-50’)

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Ma l’angelo del Signore discese nella fornace accanto

ad Azaria e ai suoi compagni; li portò fuori dalle

fiamme di fuoco e soffiò su di loro, nel mezzo della fornace, come un soffio di vento e di rugiada, in modo che

il fuoco non li toccasse più in alcun modo.

 

 

Gli angeli intercessori (Enoc, 39, 5)

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Gli angeli e i santi del cielo

domandono, intercedono e pregano per i figli degli

uomini; e la giustizia scorre come acqua davanti a loro e

la misericordia come la rugiada sulla terra.

 

 

Il Giudice dell’Aldilà (Stele di Naram-Sin 22-27)

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(Egli ha punito) la sua ombra, e le ombre dei suoi,

e le ombre della sua famiglia,

e le ombre della sua discendenza

e le ombre della discendenza della sua discendenza,

Shamash (il Valoroso) Signore dell’alto e del basso,

Signore degli Announaki, signore delle ombre

che bevono acque lorde e non bevono acque pure

 

 

L’Angelo della piscina (Giovanni, 5, 3b-4)

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(Una folla di infermi era usa riunirsi sotto i portici) aspettando che l’acqua iniziasse a muoversi. poiché un angelo del Signore, nel momento opportuno, scendeva  nella piscina mentre l’acqua si agitava. Chiunque per primo vi entrava dal momento in cui l’acqua si agitava era guarito, qualunque fosse stata la natura del suo male.

 

 

Sette spiriti innanzi al trono di Dio (Apocalisse di Giovanni)

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Sette spiriti sono innanzi al trono di Dio (Apocalisse, 1, 4)

 

Sette lampade bruciano davanti al trono, sono i sette spiriti di Dio (Apocalisse, 4, 5)

 

L’Angelo porta sette occhi che sono i sette spiriti di Dio inviati a svolgere la loro missione su tutta la terra (Apocalisse, 5, 6)

 

 

Il canto della perla (Atti di Tommaso , versione siriaca)

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Improvvisamente io vidi il vestito simile al mio specchio. E mi contemplai tutto intero, lo vidi in me stesso completamente, come io stesso completamente mi ritrovai in lui. E seppi che, poiché tutto è nato uguale, noi siamo stati indivisi e che nuovamente siamo uno, in un’unica forma.

 

 

La luce divina

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Colui che dona ai saggi la saggezza

e la scienza agli intelligenti

Lui che rivela profondità e segreti

conosce colui che è nelle tenebre

e la luce che è vicino a lui.

(Daniele, 1,21-22)

 

Vi sarà una luce senza fine e non riusciranno a contare i giorni, poiché le tenebre saranno state distrutte e la luce della verità sarà stata per sempre imposta innanzi al Signore degli Spiriti

(Enoc, 58,6)

 

 

Siracide, 43, 13-20

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La sua potenza lancia repentina la tempesta

e fa sfavillare i fulmini del suo Giudizio

In previsione di ciò Egli ha aperto le cataratte

fa volare le nuvole come uccelli

Per mezzo della sua potenza le nuvole si addensano

e le pietre di ghiaccio diventano granelli di grandine

Alla sua voce tonante la terra entra in travaglio

Con la sua forza tremano le montagne

Il terrore che egli emana fa sorgere lo scirocco dal sud

dal nord l’uragano e la tempesta.

Come stuoli d’uccelli sparge la neve

ed essa s’abbatte come se fosse un’infinità di locuste

 

Sparge sulla terra la brina, come se fosse sale,

e fa scintillare i suoi cristalli come gemme.

Egli fa spirare in raffiche ghiacciate il vento del nord.

 

 

La sapienza del saggio (Proverbi, 10, 1-14)

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Il figlio saggio rende lieto il padre;

non giovano i tesori male acquistati,

mentre la giustizia libera dalla morte.

Il Signore non lascia patir la fame al giusto,

ma delude la cupidigia degli empi.

Le benedizioni del Signore sul capo del giusto,

la bocca degli empi nasconde il sopruso.

La memoria del giusto è in benedizione,

il nome degli empi svanisce.

Chi cammina nell’integrità va sicuro,

chi rende tortuose le vie sarà scoperto.

Chi chiude un occhio causa dolore,

chi riprende a viso aperto procura pace.

Fonte di vita è la bocca del giusto,

la bocca degli empi nasconde violenza.

L’odio suscita litigi,

L’amore ricopre ogni colpa.

I saggi fanno tesoro della scienza,

ma la bocca dello stolto è un pericolo.

 

 

Continuerò ad operare meraviglie e prodigi  (Isaia, 29, 13-21)

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Continuerò ad operare meraviglie e prodigi con questo popolo;

perirà la sapienza dei suoi sapienti

e si eclisserà l’intelligenza dei suoi intelligenti.

Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore

per dissimulare i loro piani,

a coloro che agiscono nelle tenebre dicendo:

“Chi ci vede? Chi ci conosce?”

Quanto siete perversi! Forse che il vasaio

è stimato pari alla creta?

Un oggetto può dire del suo autore:

“Non mi ha fatto lui”?

E un vaso può dire del vasaio: “Non capisce”?

Ancora un po’

e il Libano si cambierà in un frutteto

e il frutteto sarà considerato una selva.

Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro;

liberati dall’oscurità e dalle tenebre,

gli occhi del cieco vedranno.

Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,

i più poveri gioiranno nel Santo di Israele.

Perché il tiranno non sarà più, sparirà il beffardo,

saranno eliminati

quanti tramano iniquità.

 

 

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse (Isaia, 11, 1-9)

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Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,

un virgulto germoglierà dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,

spirito di sapienza e di intelligenza,

spirito di consiglio e di fortezza,

spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Si compiacerà del timore del Signore.

Non giudicherà secondo le apparenze

e non prenderò decisioni per sentito dire;

ma giudicherà con giustizia i miseri

e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.

La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento;

con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.

Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,

cintura dei suoi fianchi la fedeltà.

Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,

la pantera si sdraierà accanto al capretto;

il vitello e il leoncello pascoleranno insieme;

si sdraieranno insieme i loro piccoli.

l leone si ciberà di paglia, come il bue.

Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide;

il bambino metterà la mano nel covo di serpenti

velenosi.

La saggezza del Signore

riempirà il paese

come le acque ricoprono il mare.

 

 

Il fondamento della Sapienza (Proverbi, 9, 9-12)

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Fondamento della sapienza è il timore di Dio,

la scienza del Santo è intelligenza.

Per mezzo mio si moltiplicano i tuoi giorni,

ti saranno aggiunti anni di vita.

Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio,

se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.

 

 

La Sapienza del Signore (Siracide, 1, 16-18)

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Corona della sapienza è il timore del Signore;

fa fiorire la pace e la salute.

Dio ha visto e misurato la sapienza;

ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza;

ha esaltato la gloria di quanto la possiedono.

Radice della sapienza è temere il Signore;

i suoi rami sono lunga vita

 

 

Il volto del malvagio e il volto del sapiente (Siracide, 19, 18-27)

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Tutta la sapienza è timore di Dio

e in ogni sapienza è la pratica della legge.

Non c’è sapienza nella conoscenza del male;

non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.

C’è chi intriga per prevalere in giudizio.

C’è il malvagio curvo nella sua tristezza,

ma il suo intimo è pieno di inganno;

abbassa il volto e finge di essere sordo,

quando non è osservato, avrà il sopravvento.

All’occasione propizia farà del male.

Dall’aspetto si conosce l’uomo;

dal volto si conosce l ‘uomo sapiente.

 

 

La forza infusa da Dio (Isaia, 40, 26-31)

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Levate in alto i vostri occhi

e guardate: chi ha creato quegli astri?

Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito

e li chiama tutti per nome;

per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza

non ne manca alcuno.

Perché dici: “La mia sorte è nascosta al Signore

e il mio diritto è trascurato dal mio Dio”?

Dio eterno è il Signore

Creatore di tutta la Terra.

Egli non si affatica né si stanca,

la sua intelligenza è inscrutabile.

Egli dà forza allo stanco

e moltiplica il vigore allo spossato.

Anche i giovani faticano e si stancano,

gli adulti inciampano e cadono;

ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,

mettono ali come aquile,

corrono senza affannarsi,

camminano senza stancarsi.

 

 

Le opere del Signore (Siracide, 42, 15-25)

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Ricorderò ora le opere del Signore

e descriverò quanto ho visto.

Per le parole del Signore

Sussistono le sue opere.

Il sole con il suo splendore illumina tutto,

della gloria del Signore è piena la sua opera.

Neppure i santi del Signore sono in grado

di narrare tutte le sue meraviglie,

ciò che il Signore onnipotente ha stabilito

perché l’universo stesse saldo a sua gloria.

Egli scruta l’abisso e il cuore

e penetra tutti i segreti.

L’Altissimo conosce tutta la scienza

e osserva i segni dei tempi,

annunziando le cose passate e future

e svelando le tracce di quelle nascoste.

Nessun pensiero gli sfugge,

neppure una parola gli è nascosta.

Ha ordinato le meraviglie della sua sapienza,

poiché egli è da sempre e per sempre.

Nulla può essergli aggiunto e nulla tolto,

non ha bisogno di alcun consigliere.

Quanto sono amabili tutte le sue opere!

E appena una scintilla se ne può esservare.

Tutte queste cose vivono

e resteranno per sempre

in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono.

Tutte sono a coppia, una di fronte all’altra,

egli non ha fatto nulla di incompleto.

L’una conferma i pregi dell’altra,

chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?

 

 

Non si vanti il saggio della sua saggezza (Geremia, 9, 22-23)

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Non si vanti il saggio della sua saggezza

e non si vanti il forte della sua forza,

non si vanti il ricco delle sue ricchezze.

Ma chi vuol gloriarsi si vanti di questo,

di avere senno e di conoscere me,

perché io sono il Signore che agisce con misericordia,

con diritto e con giustizia sulla terra;

di queste cose mi compiaccio.

Parola del Signore.

 

 

La vita dedicata alla Sapienza (Siracide, 51, 13-20)

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Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare,

ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera.

Davanti al santuario pregando la domandavo,

e sino alla fine la ricercherò.

Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,

il mio cuore si rallegrò.

Il mio piede si incamminò per la via retta;

dalla giovinezza ho seguito le sue orme.

Chinai un poco l’oreccio per riceverla;

vi trovai un insegnamento abbondante.

Renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza.

Sono stato zelante nel bene, non resterò confuso.

La mia anima si è esercitata in essa;

fui diligente nel praticare la legge.

Ho steso le mani verso l’alto;

ho deplorato che la si ignori.

A lei rivolsi il mio desiderio,

e la trovai nella purezza.

In essa acquistai senso fin dal principio;

per questo non la abbandonerò.

Le mie viscere si commossero nel ricercarla;

per questo ottenni il suo prezioso acquisto.
Il Signore mi ha dato in ricompensa una lingua,

con cui lo loderò.

Essa è vicina e si può trovare.

Vedete con gli occhi che poco mi faticai,

e vi trovai per me una grande pace.

 

 

La sapienza infusa da Dio nella sua creatura (Siracide, 17, 1-12)

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Il Signore creò l’uomo dalla terra

e ad essa lo fa tornare di nuovo.

Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato,

diede loro il dominio di quanto è sulla terra.

Secondo la sua natura li rivestì di forza,

e a sua immagine li formò.

Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell’uomo,

perché l’uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli.

Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore

diede loro perché ragionassero.

Li riempì di dottrina e d’intelligenza

e indicò loro anche il bene e il male.

Pose lo sguardo nei loro cuori

per mostrar loro la grandezza delle sue opere.

Pose davanti a loro la scienza

e diede loro in eredità la legge della vita.

Stabilì con loro un’alleanza eterna

e fece loro conoscere i suoi decreti.

I loro occhi contemplarono la grandezza della sua gloria,

i loro orecchi sentirono la magnificenza della sua voce.

 

 

Il libro sigillato fino alla fine dei tempi (Daniele, 12, 1-4)

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Ora in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo d’angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e all’infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotti molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta.

 

 

Le parole del sapiente (Siracide 39, 1-13)

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Esporrò ancora le mie riflessioni,

ne sono pieno come la luna a metà mese.

Ascoltatemi, figli santi,

e crescete

come una pianta di rose su un torrente.

 

 

Il canto della Sapienza (Proverbi 8, 22-23)

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Il Signore mi ha creato all’inizio della mia attività,

prima di ogni sua opera, fin d’allora.

Dall’eternità sono stata costituita,

fin dal principio, dagli inizi della Terra.

Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;

quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;

prima che fossero fissate le basi dei monti,

prima delle colline, io sono stata generata.

Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi,

né le prime zolle del mondo;

quando egli fissava i cieli io ero là;

quando tracciava un cerchio sull’abisso;

quando condensava le nubi in alto,

quando fissava le sorgenti dell’abisso;

quando stabiliva al mare i suoi limiti,

sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia;

quando disponeva le fondamenta della Terra,

allora io ero con lui come architetto

ed ero la sua delizia ogni giorno,

mi rallegravo davanti a lui in ogni istante;

mi ricreavo sul globo terrestre,

ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo.

 

 

La lode della Sapienza (Sapienza 7, 24-8,1)

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La sapienza è il più agile di tutti i moti;

per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.

E’ un’emanazione della potenza di Dio,

un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente,

per questo nulla di contaminato in essa si infiltra.

E’ un riflesso della luce perenne,

uno specchio senza macchia dell’attività di Dio

e un’immagine della sua bontà.

Sebbene unica, essa può tutto;

pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova

e attraverso le età, entrando nelle anime sante,

forma amici di Dio e profeti.

Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza.

Essa in realtà è più bella del sole

e supera ogni costellazione di astri;

paragonata alla luce, risulta superiore;

a questa, infatti, succede la notte,

ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere.

Essa si estende da un confine all’altro con forza,

governa con bontà eccellente ogni cosa.

 

 

Beato l’uomo che medita sulla Sapienza (Siracide 14, 20-15,10)

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Beato l’uomo che medita sulla sapienza

e ragiona con l’intelligenza,

considera nel cuore le sue vie,

ne penetra con la mente i segreti.

La insegue come uno che segue una pista,

si apposta sui suoi sentieri.

Egli spia alle sue finestre

e sta ad ascoltare alla sua porta.

Fa sosta vicino alla sua casa

e fissa un chioso nelle sue pareti;

alza la propria tenda presso di essa

e si ripara in un rifugio di benessere;

mette i propri figli sotto la sua protezione

e sotto i suoi rami soggiorna;

da essa sarà protetto contro il caldo,

egli abiterà all’ombra della sua gloria.

Essa gli andrà incontro come una madre,

l’accoglierà come una vergine sposa;

lo nutrirà con il pane dell’intelligenza,

lo disseterà con l’acqua della sapienza.

Egli si appoggerà su di lei e non vacillerà,

si affiderà a lei e non resterà confuso.

Essa l’innalzerà sopra i suoi compagni

e gli farà aprir bocca in mezzo all’assemblea;

egli troverà contentezza e una corona di gioia

e otterrà fama perenne.

Gli insensati non conseguiranno mai la sapienza,

i peccatori non la contempleranno mai.

Essa sta lontana dalla superbia,

i bugiardi non pensano a essa.

La sua lode non s’addice alla bocca del peccatore,

perché non gli è concessa dal Signore.

 

 

La Sapienza loda se stessa (Siracide 24, 1-12)

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La sapienza loda se stessa,

si vanta in mezzo al suo popolo.

Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,

si glorifica davanti alla sua potenza:

Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo

e ho ricoperto come nube la Terra.

Ho posto la mia dimora lassù,

il mio trono era su una colonna di nubi.

Il giro del cielo da sola ho percorso,

ho passeggiato nelle profondità degli abissi.

Sulle onde del mare e su tutta la terra,

su ogni popolo e nazione ho preso dominio.

Fra tutti questi cerca un luogo di riposo,

in quale possedimento stabilirmi.

Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,

il mio creatore mi fece piantare la tenda

e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe

e prendi in eredità Israele”.

Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò;

per tutta l’eternità non verrò meno.

Ho officiato nella tenda santa davanti a lui,

e così mi sono stabilita in Sion.

Nella città amata mi ha fatto abitare;

in Gerusalemme è il mio potere.

Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,

nella porzione del Signore, sua eredità.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo I

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Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,

non indugia nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli stolti;

ma si compiace della legge del Signore,

la sua legge medita giorno e notte

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo II

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Perché le genti congiurano,

perché invano cospirano i popoli?

 

servite Dio con timore e con tremore esultate:

che non si sdegni e voi non perdiate la via.

Improvvisa divampa la sua ira.

Beato chi in lui si rifugia

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo III

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Io mi corico e mi addormento,

mi sveglio perché il Signore mi sostiene.

Non temo la moltitudine di genti

che contro di me si accampano.

Sorgi, Signore,

salvami, Dio mio.

Hai colpito sulla guancia i miei nemici,

hai spezzato i denti ai peccatori,

Del Signore è la salvezza:

sul tuo popolo la tua benedizione

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo IV

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Molti dicono: "Chi ci farà vedere il bene?"

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Hai messo più gioia nel mio cuore

di quanto abbondano vino e frumento.

In pace mi corico e subito mi addormento:

tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo V

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Signore, guidami con giustizia

di fronte ai miei nemici;

spianami davanti il tuo cammino.

Non c'è sincerità sulla loro bocca,

è pieno di perfidia il loro cuore;

la loro gola è un sepolcro aperto,

la loro lingua è tutta adulazione.

Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame,

per tanti loro delitti disperdili,

perché a te si sono ribellati.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo VI

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Volgiti, Signore, a liberarmi,

salvami per la tua misericordia.

Nessuno tra i morti ti ricorda.

Chi negli inferi canta le tue lodi?

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo VII

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Sorgi, Signore, nel tuo sdegno,

levati contro il furore dei nemici,

alzati per il giudizio che hai stabilito.

 

Ecco, l'empio produce ingiustizia,

concepisce malizia, partorisce menzogna.

Egli scava un pozzo profondo

e cade nella fossa che ha fatto;

la sua malizia ricade sul suo capo,

la sua violenza gli piomba sulla testa.

Loderò il Signore per la sua giustizia

e canterò il nome di Dio, l'Altissimo.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo VIII

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Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l'uomo perché te ne ricordi

e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,

di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,

tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;

gli uccelli del cielo e i pesci del mare,

che percorrono le vie del mare

O Signore, nostro Dio,

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo IX

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Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio,

il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico,

è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte.

Ma il Signore sta assiso in eterno;

erige per il giudizio il suo trono:

giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

 

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo XXIII

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Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,

per amore del suo nome.

 

Se dovessi camminare in una valle oscura,

non temerei alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro

mi danno sicurezza.

 

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici;

cospargi di olio il mio capo.

Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

e abiterò nella casa del Signore,

per lunghissimi anni.

 

 

Libro dei Salmi, dal Salmo XL

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Io ho sperato nel Signore

contro ogni speranza

ed egli si è chinato su di me

ha ascoltato il mio grido.

 

Mi ha fatto risalire dalla fosse di morte

dalla palude fangosa

ha innalzato i miei piedi sulla roccia

ha reso sicuri i miei passi.

 

 

La gloria di Dio (brani dai vangeli e dalla liturgia)

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Tu sei al disopra di ogni nome proferito non solo in questo secolo, ma anche nel futuro

(S. Paolo)

 

Tu sei al disopra di ogni autorità, potenza, forza e dominazione e al disopra di ogni nome che sarà pronunciato non solo in questo , ma anche nel mondo futuro.

Intorno a Te stanno mille volte e diecimila miriadi di santi angeli e gli eserciti degli arcangeli.

Con instancabili labbra e con incessanti lodi vanno cantando il tre volte santo inno di trionfo

“Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti, il cielo e la terra sono pieni della tua magnificenza”

(Liturgia di Marco)

 

 

Dio parla al Faraone per bocca di Mosé (Esodo 4, 22-23)

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Allora tu dirai al Faraone: Dice il Signore: Israele è il mio figlio primogenito. Io ti avevo detto: lascia partire il mio figlio perché mi serva! Ma tu hai rifiutato di lasciarlo partire. Ecco io faccio morire il tuo figlio primogenito!

 

 

Il Dio dell’Esodo

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La tua destra, YHWH, maestosa nella sua forza,

La tua destra, YHWH, frantuma il nemico

Tu scateni la tua ira, essa li divora come stoppia

Al soffio delle tue nari, le acque si sono ammassate

Hai soffiato con il tuo alito, il mare li ha ricoperti

Hai steso la tua destra, la terra li ha inghiottiti.

(Esodo, 15,6-12)

 

Ecco, io mando un angelo davanti a te, perché ti protegga per la via e per condurti nel luogo che ho preparato

Il mio angelo andrà davanti a te e ti condurrà nel paese degli Amorrei, degli Ittiti, dei Ferezei, dei Cananei, degli Evei e dei Gebusei e io li sterminerò.

(Esodo, 23,20-23)

 

 

Il Dio unico

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Guardate ora che io solo sono Dio

e che non vi è altro dio accanto a me!

Io faccio morire e io faccio vivere.

(Deuteronomio, 32, 39)

 

Non vi è altro dio al di fuori di me.

Io sono YHWH, e non ve n’è alcun altro.

Io sprigiono la luce e creo le tenebre,

procuro il benessere e porto la disgrazia,

io, YHWH, sono colui che fa tutte queste cose.

(Isaia, 45, 6-7)

 

 

La luce e la tenebra (brani dai Vangeli)

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E Dio creò due grandi luci, la più grande che presiedesse al giorno, e la più piccola che presiedesse alla notte

(Genesi, 1, 16)

 

Perché le tenebre non sono oscure per te e la notte sarà illuminata come il giorno.

(Salmi, 138, 11)

 

Ma gli uomini preferirono le tenebre alla luce, perché le loro azioni erano malvagie. Perché chi fa il male odia la luce e non si accosta alla luce, affinché non venga rimproverato per le sue azioni.

(Giovanni, 3, 19-20)

 

Camminate finché avete luce, perché non vi sorprendano le tenebre.

(Giovanni, 12, 35)

 

E Dio creò due grandi luci, la più grande che presiedesse al giorno, e la più piccola che presiedesse alla notte

(Genesi, 1, 16)

 

Perché le tenebre non sono oscure per te e la notte sarà illuminata come il giorno.

(Salmi, 138, 11)

 

Ma gli uomini preferirono le tenebre alla luce, perché le loro azioni erano malvagie. Perché chi fa il male odia la luce e non si accosta alla luce, affinché non venga rimproverato per le sue azioni.

(Giovanni, 3, 19-20)

 

Camminate finché avete luce, perché non vi sorprendano le tenebre.

(Giovanni, 12, 35)

 

 

Dal Libro di Giobbe

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Nudo uscii dal seno di mia madre,

nudo vi ritornerò.

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto:

sia benedetto il Nome del Signore.

 

 

La profezia di Giovanni Battista

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Ego quidem baptizo vos in acqua in poenitentia; qui autem post me venturus est… vos baptizabit in Spiritu Sanctu & igne1

 

(1)  Io, in verità, vi battezzo nell’acqua per la penitenza, ma colui che verrà dopo di me… vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco.

 

 

I nuovi cieli e la nuova terra (Pietro, Seconda Epistola, III, 13; Giovanni, Apocalisse, XXI)

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Ma noi attendiamo, secondo le sue promesse, dei nuovi cieli e una nuova terra, nei quali abita la giustizia.

 

E vidi un cielo nuovo e una nuova terra. In effetti il primo cielo e la prima terra sono scomparsi, e ormai non vi è più il mare.

 

 

Il numero della Bestia (Apocalisse, V, 18)

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Hic sapientia est. Qui habet intellectum, computet numerum bestiae. Numerus enim hominis est: & numerus eius sexcenti sexaginta sex1.

 

(1)  Qui sta la saggezza. Che colui che ha intelligenza calcoli il numero della bestia. Il numero è infatti di un uomo; e il numero di costui è seicentosessantasei.

 

 

I guardiani delle meteore (Viaggio di Enoch)

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Essi mi posero in un luogo di tempesta nella montagna; la sommità della cima arrivava al cielo. Ed io vidi i serbatoi delle luci e del tuono, accanto dell’Abisso del cielo; là v’erano l’arco di fuoco, le frecce e la faretra e tutti i lampi.

 

E io vidi tutti i serbatoi di tutti i venti con i quali [Dio] regna su tutta la creazione, e vidi anche le fondamenta della terra. Vidi la pietra angolare della terra ed i quattro venti che sostengono la terra e il firmamento in cielo. Vidi come i venti tendono come una vela la volta dei cieli e spirano tra cielo e terra il cielo: essi sono i veri pilastri del firmamento. Vidi i venti che fanno girare il cielo e fanno tramontare il disco del sole e delle stelle. Vidi anche i venti che sulla terra trasportano le nuvole. Vidi le vie degli angeli ed agli estremi limiti della terra il punto di appoggio del firmamento.

 

[Ho visto con i miei occhi] I segreti

delle folgori e dei tuoni

e quelli dei venti,

come essi si dividono per soffiare

sulla terra,

[i segreti] delle nuvole e della rugiada,

il luogo, stesso, da cui escono

per dissetare

la terra che è polvere;

i serbatoi chiusi

dei venti, uscendo dai quali essi sono separati,

della grandine,

della nebbia e delle nuvole.

 

 

Le parole della Sapienza (Siracide, 24,3-4)

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Io sono nata dalla bocca dell’Altissimo

E come un vapore ho ricoperto la terra

Il mio trono era una colonna di nuvole.

 

 

Dall’Haggadah di Pesah

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E se anche la nostra bocca

fosse piena di canti come il mare

e la nostra lingua di inni

come la moltitudine delle sue onde

e le nostre labbra di lodi

come gli spazi del firmamento

e i nostri occhi fossero lucenti

come il sole e la luna

e le nostre braccia fossero tese

come le ali delle aquile in cielo

e le nostre gambe fossero leggere

come quelle delle cerve,

noi non saremmo abbastanza capaci

di benedire il tuo Nome.

 

 

Liturgia ebraica, Canto per l’accoglienza del Sabato

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Santuario di re, città regale

sorgi, esci dall’oscurità:

Sei stata abbastanza nella valle del pianto

ed egli avrà ancora pietà di te.

Scuotiti dalla polvere, sorgi,

indossa le tue splendide vesti.

 

Svegliati, svegliati, perché è giunta la tua luce:

alzati, risplendi.

Svegliati, svegliati.

 

Non vergognarti e non arrossire:

perché ti agiti e perché sei turbata?

 

 

Benedizione che precede la recita serale dello Šema’

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Con la sua parola fa venire le sere,

con sapienza apre le porte

e con intelligenza muta i tempi

e cambia le stagioni.

Ordina le stelle e i loro turni

nel firmamento secondo la sua volontà;

crea il giorno e la notte,

fa sparire la luce davanti alle tenebre

e le tenebre davanti alla luce.

Fa passare il giorno e fa venire la notte,

distingue fra il giorno e la notte:

Signore dell’universo è il suo Nome,

e il suo nome vive ed esiste per sempre.

 

 

Machazor di rito italiano, Seconda delle diciotto benedizioni

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Tu fai rivivere i morti,

sei grande nel salvare

Tu fai scendere la rugiada

Tu fai soffiare il vento

 

Tu mantieni la tua fedeltà

a quelli che dormono nella polvere.

 

Re che fai morire e fai vivere

 

Signore che fai rivivere i morti.

 

Nachman di Breslavia, Metti pace nel tuo popolo

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Mondo che passa come un batter d’occhi,

come un’ombra.

Non come l’ombra di una palma o di un muro,

ma come l’ombra di un uccello che vola.

 

 

Prologo al Vangelo di Giovanni

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Ma la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno capita.

 

 

Dal Vangelo di S. Luca

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E tu che ora sei piccolo

sarai chiamato profeta dell’Altissimo

camminerai davanti al Signore

per preparare le sue vie

 

per rischiarare chi giace nelle tenebre

chi sta nell’ombra della morte

per guidare i nostri passi

 

 

Dalla Prima lettera di S.Pietro, 5, 8

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Sii temperante, e vigile, poiché il tuo avversario il diavolo si aggira come un leone ruggente, in cerca di qualcuno da divorare.

 

 

Il travaglio della creazione (S. Paolo, Lettera ai romani, 8. 19–23)

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La creazione attende con ansia che si rivelino i figli di Dio perché se la creazione fu sottoposta alla vanità non di una volontà, ma a causa di colui che ve l’ha sottopota, fu però nella speranza, perché la creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per avere parte della libertà della gloria dei figli di Dio. Infatti noi sappiamo che l’intera creazione, fino ad ora, procede fra gemiti e sofferenze simili ai travagli del parto. E non soltantoessa, ma anche noi che già possediamo le primizie dello spirito, intimamente gemiamo nell’attesa ansiosa di una adozione e della redenzione.

 

 

Ciò che è in basso e ciò che è in alto (Odi di Salomone, 34,4)

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L’immagine di ciò che è in basso e di ciò che è in alto. Poiché tutto è in alto e nel basso non vi è nulla.

 

 

Il combattimento mistico (Epistola agli Efesini , 6,12)

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Poiché il combattimento nostro non è

contro sangue e carne ma

contro principati (αρχας )

contro le potestà (εξονσιας )

contro i dominatori di questo mondo di tenebre (κοσμοκρατορας τον τοντον )

contro le emanazioni degli spiriti (τα πνενματικα )

della malvagità che sono nell’alto dei cieli

 

 

L’annunzio della trasformazione (Paolo, Prima lettera ai Corinzi )

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Ecco, io vi annunzio un mistero:

non tutti, certo, moriremo,

ma tutti saremo trasformati,

in un istante, in un batter d’occhio,

al suono dell’ultima tromba;

suonerà infatti la tromba

e i morti risorgeranno incorrotti;

e noi saremo trasformati.

 

 

Le beatitudini (Matteo 5, 1-16)

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Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché erediteranno la Terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, pentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Voi siete il sale della Terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

 

 

Il Verbo (Giovanni 1, 1-14)

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In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

E il Verbo era Dio.

Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui,

e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l’hanno accolta.

Venne un uomo mandato da Dio

e il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per rendere testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Egli non era la luce,

ma doveva rendere testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo

la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Egli era nel mondo,

e il mondo fu fatto per mezzo di lui,

eppure il mondo non lo riconobbe.

Venne fra la sua gente,

ma i suoi non l’hanno accolto

A quanti però l’hanno accolto,

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali non da sangue,

né da volere di carne,

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi vedemmo la sua gloria,

gloria come di unigenito dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

 

 

La sapienza nascosta (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 2, 1-16)

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Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla. Sta scritto: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano”. Dio le ha rivelate a noi per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.

 

 

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità (Prima epistola di Paolo ai Corinzi 13, 1-13)

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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciat, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

 

 

La sapienza misteriosa che il mondo non conosce (Epistola di Paolo ai Corinzi 2 7-12.14-16)

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Parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio hapreordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l’avessaro conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.

L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo

 

 

 

Il cammino secondo lo Spirito (Epistola di Paolo ai Galati 5, 16-18.22-23)

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Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, contro queste cose non c’è legge

 

 

Il servizio di Dio (Atti degli Apostoli 17, 25.28)

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Né Dio dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. In lui infatti viviamo, ci muoviamo (anche mentalmente e spiritualmente!) ed esistiamo

 

 

Solo in Dio riposa l’anima mia (Salmo 61, 6-8)

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Solo in Dio riposa l’anima mia,

da lui la mia speranza.

Lui solo è mia rupe e mia salvezza,

mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;

il mio saldo rifugio,

la mia difesa è in Dio

 

 

La luce e la tenebra nel tuo corpo (Luca 11, 34-36)

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La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore

 

 

Signore, tu mi scruti e mi conosci (Salmo 138 1-18)

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Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,

troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,

dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.

Se dico “Almeno l’oscurità mi copra

e intorno a me sia la notte”;

nemmeno le tenebre per te sono oscure,

e la notte è chiara come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo perché mi hai fatto

come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora

 

 

Dio appare al suo profeta e lo chiama (Isaia 6, 1-8)

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Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono molto alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la Terra è piena della sua gloria”.

Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi “Ohimé! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti”.

Allora uno dei serafini volò verso di me, teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato”

Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”

 

 

Tutte le creature da te aspettano il cibo (Salmo 103, 27-30)

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Tutte le creature da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.

Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni.

Se nascondi il tuo volto, vengono meno, toglio loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere.

Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

 

 

Il settimo giorno (Esodo 23, 10-12)

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Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai il prodotto, ma nel settimo anno no la sfrutterai e la lascerai incolta: ne mangeranno gli indigenti del popolo e ciò che lasceranno sarà divorato dalle bestie della campagna. Così farai per la tua vigna e per il tuo oliveto.

Per sei giorni farai i tuoi lavori, ma nel settimo giorno farai riposo, perché possano goder quiete il tuo bue e il tuo asino e possano respirare i figli della tua schiava e il forestiero.

 

 

Quando entrerete nel paese che io vi do (Levitico 25, 2-7)

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Quando entrerete nel paese che io vi do, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al Signore. Per sei anni poterai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma nel settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna. Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. Ciò che la terra produrrù durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te; anche al tuo bestaime e agli animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa produrrà.

 

 

Giacobbe e la scala che arrivava fino a Dio (Genesi 28, 11-14a.15b-16)

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Giacobbe capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

Ecco il signore gli stava davanti e dise: “Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la povere della terra e ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno… Non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t’ho detto”. Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo”.

 

 

Giacobbe lotta con l’angelo (Genesi 32, 23.25-32)

 

Durante quella notte (Giacobbe) si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok.

Giacobbe rimase solo e un unomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì allìarticolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.

Quegli disse: “Lasciami andare perché e spuntata l’aurora”.

Giacobbe rispose: “Non ti lascerò se non mi avrai benedetto!”.

Gli domandò: “Come ti chiami?”. Rispose: “Giacobbe”.

Riprese: “Non ti chiamerai più Giacobbe ma Israele (colui che lotta con Dio), perché hai combattutto con Dio e con gli uomini e hai vinto!”.

Giacobbe allora gli chiese: “Dimmi il tuo nome”. Rispose: “Perché mi chiedi il mio nome?”. E qui lo benedisse.

Allora Giacobbe chiamo quel luogo Penuel, “perché – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita e rimasta salva”.

Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca.

 

 

Elia sale sull’Horeb (1, Re, 18,8-13)

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Elia camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb. Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse: “Che fai qui, Elia”. Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno uccisodi spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita”.

Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era il vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco sentì una voce che gli diceva: “Cha fai qui, Elia?”

 

 

Il nome di Dio (Esodo 4, 13-14.15b)

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Mosé disse a Dio: “Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro? Dio disse a Mosé: “Io sono colui che sono!” Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi… Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione”

 

 

Il Signore non abbandona Sion (Isaia 49, 14-15)

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Sion ha detto: “Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato”. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”

 

 

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore (Salmo 130)

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Signore, non si inorgoglisce il mio cuore

e non si leva con superbia il mio sguardo;

e non vado in cerca di cose grandi,

superiori alle mie forze.

Io sono tranquillo e sereno

come bimbo svezzato in braccio a sua madre,

come un bimbo svezzato è l’anima mia.

Speri Israele nel Signore,

ora e sempre.

 

 

Dio chiama Mosé (Esodo 3,1-5)

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Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio,l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guatdò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto nn si consumava. Mosè pensò: “Vogli avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perché il roveto non brucia?”. Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”.

Rispose: “Eccomi”.

Riprese: “ Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”

 

 

Il Signore chiama Samuele (1 Samuele 3,1-11)

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Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. In questo tempo Eli stava riposando in casa, perché i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio del Signore, dive si trovava l’Arca di Dio.

Allora il signore chiamò: “ Samuele!”.

E quegli rispose: “Eccomi”, poi corse da Eli e gli disse: “Mi hai chiamato, eccomi!”.

Eli rispose: “Non ti ho chiamato, torna a dormire!”. Tornò e si mise a dormire.

Ma il Signore chiamò di nuovo: “ Samuele!” e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Ma quegli rispose di nuovo: “Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!”. In realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. Il Signore tornò a chiamare: “Samuele!” per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo : “Mi hai chiamato, eccomi!”. Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. Eli disse a Samuele: “Vattene a dormire, e, se ti chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.

Samuele andò a coricarsi al suo posto. Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: “Samuele, Samuele!”. Samuele rispose subito: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta”. Allora il Signore disse a Samuele: “Ecco, io sto per fare in Israele una cosa tale che chiuque udrà ne avrà storditi gli orecchi”.

 

 

Il peccato di Davide contro il Signore (2 Samuele 11, 27-12,7.13)

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Ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore. Il Signore mandò il profeta Natan a Davide.

Natan andò da lui e gli disse: “Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprato e allevato; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. Un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui, portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui”.

L’ira di Davide si scatenò contro quell’uomo e disse a Natan: “Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà”.

Allora Natan disse a Davide: “Tu sei quell’uomo!”

Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato, tu non morirai”.

 

 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice (Salmo 15, 5-9)

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Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,

e magnifica la mia eredità.

Benedico il signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio cuore mi isturisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore,

sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore,

risulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro.

 

 

E’ bello dar lode al Signore (Salmo 8, 4-7)

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È bello dar lode al Signore

e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore,

la tua fedeltà lungo la notte.

Se guardo il tuo cielo,

opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l'uomo perché te ne ricordi,

il figlio dell'uomo perché te ne curi?

E pure l'hai fatto poco meno degli angeli,

di gloria e di onore l'hai coronato:

gli hai dato potere

sulle opere delle tue mani,

tutto hai posto sotto i suoi piedi."

 

 

Sei tu che hai creato le mie viscere (Salmo 138, 13-18)

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Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuno nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.  

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più fini della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.

 

 

A te levo i miei occhi (Salmo 122, 1-2)

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A te levo i miei occhi,

a te che abiti nei cieli.

Ecco, come gli occhi dei servi

alla mano dei loro dei loro padroni;

come gli occhi della schiava

alla mano della sua padrona,

così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio,

finché abbia pietà di noi.

 

 

Benedici il Signore, anima mia (Salmo 102, 1-5)

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Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedi il Signore, anima mia,

non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le colpe,

guarisce tutte le tue malattie;

salva dalla fossa la tua vita,

ti corona di grazia e di misericordia;

egli sazia di beni i tuoi giorni

e tu rinnovi come acquila la tua giovinezza”

 

 

Signore, la tua grazia è nel cielo (Salmo 35, 6-10)

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Signore, la tua grazia è nel cielo,

la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua giustizia è come i monti più alti,

uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!

Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue al!

Si saziano dell’abbondanza della tua casa

E li disseti al torrente delle tue delizie.

E’ in te la sorgente della vita,

alla tua luce vediamo la luce”.

 

 

Chiedete e vi sarà dato (Matteo 7, 7-8)

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Chiedete e vi sarà dato;

cercate e troverete;

bussate e vi sarà aperto;

perché chiunque chiede riceve,

e chi cerca trova

e a chi bussa sarà aperto”.

 

 

Egli è immagine del Dio invisibile (Epistola di Paolo ai Colossesi 1, 15-20)

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Egli è immagine del Dio invisibile,

generato prima di ogni creatura;

poiché per mezzo di lui

sono state create tutte le cose,

quele nei cieli e quelle sulla terra,

quelle visibili e quelle invisibili:

Troni, Dominazioni,

Principati e Potestà.

Tutte le cose sono state create

per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è la priam di tutte le cose

e tutte sussistono in lui.

 

Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;

il principio, il primogenito di coloro

che risuscitano dai morti,

per ottenere il priamto su tutte le cose.

Perché piacque a Dio

di fare abitare in lui ogni pienezza

e per mezzo di lu riconcilliare a sé tutte le cose,

rappacificando

con il sangue della sua croce,

cioè per mezzo di lui,

le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli”.